Libro Red Star Press

GUERRA AI POVERI – Tano D’Amico

La resistenza del Movimento per il Diritto all’Abitare (Roma, 2009 – 2019). Testo di Cristiano Armati

Sono anni che non si fa altro che parlare di «guerra tra poveri». Ma Tano D’Amico capovolge i termini del discorso e, in un racconto per immagini toccante e terribile, dimostra come quella che si sta combattendo in questi anni di crisi sia senza dubbio una guerra, ma «contro i poveri».
Dall’altra parte della barricata, protagonisti dell’ultimo libro del grande fotografo, le famiglie del Movimento per il Diritto all’Abitare di Roma: migliaia di persone che, dopo aver perso la casa insieme al lavoro, hanno occupato per necessità stabili abbandonati, mettendo un tetto sulla testa dei propri figli ma anche dimostrando nei fatti come un mondo diverso sia non solo possibile, ma giusto e necessario.
Al fianco dei senza-casa, Tano D’Amico documenta gli attacchi selvaggi subiti dagli uomini, le donne e i bambini ma, con la partecipazione che contraddistingue il suo lavoro, fa emergere la forza, la bellezza e la determinazione con cui, chi è consapevole dei propri diritti, non è niente affatto disposto ad abbandonare la lotta senza combattere.

TANO D’AMICO: Nato a Lipari nel 1942, è impegnato da sempre in una preziosa ricerca sui temi del conflitto di classe. Il suo sguardo solidale e la sua costante presenza sui luoghi delle mobilitazioni popolari lo rendono senza dubbio il fotografo più amato dai movimenti sociali.
Vive a Roma, la sua città d’adozione.

Collana: Tutte le strade
Formato: 29 x 21, spillato
Pagine: 64
Isbn: 9788867182398
Prezzo: 10 euro

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Libro Red Star Press

CERCANDO LA RIVOLUZIONE – Francesco Giliani

Vita di Enrico Russo, un comunista tra la guerra civile spagnola e la resistenza antifascista europea (1895-1973)

Non esiste avventura più grande, né romanzo in grado di eguagliare la forza di una vita vissuta dalla parte della classe operaia. Una vita come quella di Enrico Russo, metalmeccanico. Già protagonista del «biennio rosso» e ultimo segretario della Camera del Lavoro di Napoli, fu costretto dal fascismo alla clandestinità, non certo all’inazione. Non è certo un caso, dunque, se troveremo Russo in seno ai gruppi comunisti di lingua italiana in Francia e, in Spagna, al comando della Columna Internacional Lenin, in prima linea sul fronte di Aragona. Internato in un campo di concentramento in Francia, quindi destinato al confino in Italia, riguadagnerà la libertà nel 1943, continuando a rappresentare una posizione avversa rispetto a quella incarnata dalla normalizzazione voluta da Togliatti durante e dopo la famigerata “svolta di Salerno” e svolgendo un ruolo determinante nella rifondazione della Confederazione Generale del Lavoro, la «CGL rossa»: una pagina di storia fondamentale per il sindacalismo italiano che, grazie al prezioso e appassionato lavoro di Francesco Giliani, si fa materia viva, carne e sangue del proletariato nel cuore di una stagione di riscatto a cui, senza sconti per gli opportunisti e i rinnegati, si diede il nome di «rivoluzione».

FRANCESCO GILIANI: Modenese, classe 1976. È insegnante di scuola superiore e svolge un lavoro di ricerca sui temi della cultura del movimento operaio. Tra le sue pubblicazioni, il volume Fedeli alla classe. La CGL rossa tra l’occupazione alleata del Sud e la «svolta di Salerno» (2013).


Collana: Unaltrastoria
Formato: 13 x 20, brossurato con bandelle
Pagine: 248 pagine
Isbn: 9788867182374
Prezzo: 20 euro

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Libro Red Star Press

NON È UN QUARTIERE PER RICCHI – Miquel Fernández

Come il Raval di Barcellona ha fronteggiato la speculazione e affrontato l’espulsione dei suoi abitanti. Una storia esemplare (Epilogo di Manuel Delgado).

Il Raval, già noto per aver incluso nei suoi confini meridionali la storica Chinatown di Barcellona, non è soltanto uno dei quartieri-simbolo della metropoli catalana ma, in una dimensione globale, rappresenta un vero e proprio laboratorio di “igiene sociale”. Si tratta, a ben vedere, di un luogo capace di rappresentare i peggiori incubi delle classi dirigenti e, di conseguenza, anche tutte le politiche che, nel corso di un secolo, le stesse classi dirigenti hanno scelto di portare avanti per superare una situazione di volta in volta definita come «pericolosa», «amorale» e «degradata».

A causa del sovraffollamento, della povertà e di attività economiche stigmatizzate come la prostituzione, in effetti, il Raval si è sempre configurato come spazio altro rispetto ai canoni morali della buona borghesia di Barcellona anche grazie alla conflittualità politica e sociale che non ha mai mancato di animare il quartiere, contribuendo a renderlo oggetto di una permanente condanna sociale nonché territorio perennemente esposto alle mire speculative del capitale finanziario. Questa attitudine si è manifestata nella contemporaneità con rinnovata virulenza, salutando l’epoca di una vera e propria colonizzazione urbana del Raval dove, per facilitare lo sfruttamento, è stato necessario espellere una popolazione evidentemente incompatibile con le caratteristiche del quartiere-vetrina pensato da palazzinari avidi e urbanisti compiacenti. Eppure, come spiega bene Miquel Fernández, il Raval non è un quartiere per ricchi. E così chi credeva di poter fare soldi facili sulla pelle degli storici abitanti del quartiere ha dovuto fare i conti con strategie di resistenza tanto efficaci quanto inaspettate.


MIQUEL FERNÁNDEZ – Membro del GRECS (Grup de Recerca en Exclusió i Control social) e professore di antropologia sociale all’università di Barcellona, ha coordinato, tra le altre cose, la pubblicazione del volume Fabricant l’immigrant (2009) occupandosi, oltre che di emigrazione, di violenza simbolica e sistemica in rapporto alle trasformazioni urbane.

COLLANA: Barrio Chino
Pagine: 326 – Formato: 16 x 22,5 brossurato con bandelle
ISBN: 9788867182060
PREZZO: 25 euro

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Libro Red Star Press

LA MIA VITA CON LENIN – Nadežda K. Krupskaja

Il lungo cammino della rivoluzione sovietica raccontato attraverso le lotte vissute in prima persona dai suoi protagonisti


«Il marxismo mi ha dato la felicità più grande che una persona possa sognare: sapere dove andare, la quieta fiducia nell’esito finale della causa a cui si è legata la propria vita»

Correva l’anno 1894 quando, in quel di Pietroburgo, Nadežda Konstantinovna Krupskaja, giovane maestra di idee rivoluzionarie, incontrò Vladimir Lenin, arrivato da poco in città ma già noto per gli scritti con cui riusciva a trasmettere agli operai e agli intellettuali il vero «spirito vivente del marxismo». Insieme, Vladimir Lenin e Nadežda Krupskaja ebbero il tempo di dare vita all’organizzazione “Unione di lotta per l’emancipazione della classe operaia” prima di essere intercettati dalla polizia zarista e condannati alla deportazione. Sarà proprio in Siberia, in effetti, che i due militanti sceglieranno di sposarsi, condividendo, da quel momento in poi, una vita interamente votata alla causa del socialismo.
La dura repressione zarista, la faticosa propaganda clandestina, l’inesorabile lotta per la difesa dei principi bolscevichi ma, al culmine di incredibili sforzi e fughe in tutta Europa, anche gli eventi che condurranno alla Rivoluzione d’Ottobre, sono solo alcuni dei fili conduttori del libro. Autentico classico del movimento operaio, “La mia vita con Lenin” è un documento di imprescindibile valore storico e letterario e, al tempo stesso, la testimonianza in prima persona di un’avventura umana e politica destinata a cambiare il mondo.

NADEŽDA K. KRUPSKAJAL – Nata a San Pietroburgo il 26 febbraio del 1869, cresce in una famiglia di accese simpatie democratiche. Studentessa di pedagogia, frequenta i circoli rivoluzionari, impegnandosi in prima persona nelle attività di propaganda. In questo periodo conosce Lenin, che sposerà nel 1898 nel villaggio siberiano di Šušenskoe, dove i due marxisti erano stati deportati dopo essere stati riconosciuti colpevoli di attività sovversiva. Costretta all’esilio, vive in Inghilterra, Germania, Svizzera e Polonia, continuando a svolgere un ruolo di primo piano all’interno del movimento rivoluzionario e ricoprendo, tra il 1905 e il 1907, il ruolo di segretaria del Comitato Centrale del Partito Socialdemocratico. Affascinata dal concetto marxista dell’“uomo nuovo”, dedicherà alla pedagogia i suoi studi più importanti, confluiti negli undici volumi delle Opere pedagogiche.
Muore a Mosca il 27 febbraio del 1939, dopo aver ricevuto le decorazioni dell’Ordine di Lenin e della Bandiera rossa del lavoro.


COLLANA: Tutte le strade
Pagine: 352
Formato: 16 x 22,5 cm; brossurato con bandelle
ISBN: 9788867182138
Prezzo: 22 euro

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Libro Red Star Press

IL CAMPO DI BATTAGLIA URBANO – a cura del Laboratorio Crash

Trasformazioni e conflitti dentro, contro e oltre la metropoli

Tra il 2017 e il 2018 il Laboratorio Crash! ha promosso un percorso di elaborazione teorica sull’urbano articolato in convegni, dibattiti e produzione di scritti che ha coinvolto svariati compagni e compagne assieme a ricercatori e ricercatrici. Il libro presenta una selezione dei testi emersi da questo percorso, una serie di bussole teoriche e politiche che costruiscono un panorama di critica della città contemporanea. Vengono analizzati urbanizzazione planetaria e trasformazioni della metropoli, periferie e movimenti, sviluppo hi-tech e prospettiva di genere, autonomie e subalternità territoriali, catene logistiche e riot del nuovo secolo, la violenza urbana dei ricchi, il turismo e molti altri snodi utili per un inquadramento delle dinamiche che strutturano i luoghi della nostra esistenza quotidiana.


LABORATORIO CRASH! – Il Laboratorio Crash! è un’esperienza politica nata a Bologna dopo il G8 di Genova del 2001, consolidatasi negli anni successivi all’interno di una dura battaglia contro l’amministrazione cittadina di Sergio Cofferati, condotta attraverso lotte sociali e numerose occupazioni. Crash! fa parte del network Infoaut, e negli anni Dieci è stato un percorso protagonista e crocevia di autogestione e conflitti sociali, dal mondo studentesco agli scioperi nella logistica, dalle lotte ambientali a quelle per il diritto all’abitare. Sempre all’insegna della sperimentazione eretica di una pratica dell’autonomia e dell’antifascismo, della produzione di cultura antagonista e di processi di inchiesta metropolitana e con-ricerca.


COLLANA: Barrio Chino
Formato: 13 x 20 brossurato con bandelle
Pagine: 298
ISBN: 9788867182275
PREZZO: 20 euro

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NO JUSTICE NO PEACE - Gioacchino “Jack” Orlando

Storia militante delle lotte per l’autodeterminazione afroamericana

Dal 2008 in poi, l’acutizzarsi della povertà e della segregazione razziale negli USA ha fatto riesplodere tensioni a lungo compresse tra le mura dei ghetti. Prima fra tutte quella afroamericana che, in questo modo, irrompe violentemente nel discorso pubblico.
Attorno alle proteste contro la brutalità poliziesca si coagula tutto il vissuto storico di un popolo in lotta da oltre quattro secoli. Tornano a galla storie radicali e irriducibili, profondamente sedimentate nella coscienza collettiva nera e ben più scomode delle sbiadite iconografie, ormai pacificate, costruite sulle citazioni del pastore King o dei guanti neri di Smith e Carlos.
Riemerge, dalla damnatio memoriae a cui è stata relegata, una storia fatta di resistenze, evasioni, sommosse, arte e contropotere. Dalle rivolte degli schiavi nel Sud alle lotte anticoloniali africane, dai diritti civili al black power, dall’hip hop alle gang, dal Black Panther Party al Black Lives Matter, i dannati delle metropoli americane non hanno mai cessato la loro lotta per l’autodeterminazione.


GIOACCHINO “JACK” ORLANDO - Calabrese d’origine, romano d’adozione, classe 1992. Militante autonomo, lavoratore precario e studioso del movimento operaio, è stato coautore del volume “Combatti la paura”, pubblicato da Il Galeone, editore per il quale cura la collana di saggistica. Con “No Justice No Peace” ha vinto il premio Lorusso nel 2019.

COLLANA: UNALTRASTORIA
Pagine: 226
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
ISBN: 9788867180165
Prezzo: 16 euro

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Libro Red Star Press

LE IDEE NON SI POSSONO UCCIDERE - Fabio Verna

Introduzione alla vita e alle opere di Thomas Sankara

«Le masse popolari in Europa non sono contro le masse popolari in Africa. Ma quelli che vogliono sfruttare l’Africa sono gli stessi che sfruttano l’Europa. Abbiamo un nemico comune» — Thomas Sankara

Viene ricordato come il “Guevara africano”, ma in realtà poche personalità possono rappresentare la stagione delle rivolte contro i regimi coloniali animate dai popoli oppressi di tutto il mondo come Thomas Sankara. Ufficiale di carriera, “Tom Sank”, come veniva chiamato affettuosamente, abbraccia il marxismo-leninismo già negli anni della sua formazione e, tornato nel suo paese natale, il Burkina Faso (era nato nel villaggio di Yago nel 1949), forma insieme ad altri soldati ribelli il Gruppo degli Ufficiali Comunisti: l’organizzazione a partire dalla quale, dopo aver conosciuto l’arresto e il carcere, guadagnò la popolarità che gli valse la nomina a primo ministro e, a partire dal 1983, la presidenza del Burkina Faso. Lo stesso nome «Burkina Faso», scelto per rinominare quello che era l’Alto Volta degli ex dominatori francesi, significò da quel momento in poi «terra degli uomini integri», come integra fu l’intera esistenza di Sankara: un presidente senza alcuna prebenda né scorta, capace di presentarsi alle riunioni in bicicletta e di rigettare qualunque privilegio tipico dei politici. «Guai a prendere in giro il popolo», questa era l’unica preoccupazione di Sankara: un vero e proprio manifesto antimperialista che il giovanissimo presidente burkinabè, assassinato il 15 ottobre del 1987, diffuse in ogni angolo della Terra, attaccando gli interessi criminali delle grandi imprese multinazionali e il razzismo promosso dai corrotti governi occidentali.

FABIO VERNA - Classe 1996, nativo di Atessa (Chieti), si divide tra l’Abruzzo e Bologna e, in modo particolare, tra il centro sociale Zona 22 e la palestra popolare “Johann Rukelie Trollmann” di San Vito Chietino e la palestra popolare del TPO nella città delle Torri, dove si è trasferito per motivi di studio. Le idee non si possono uccidere è frutto delle sue ricerche in ambito storico, un impegno che ha ricevuto il riconoscimento del Premio di laurea “Francesco Lorusso” nel 2019.


Collana: Unaltrastoria
Pagine: 94
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867182312

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Libro Red Star Press

CUORI PARTIGIANI – Edoardo Molinelli

La storia dei calciatori professionisti nella Resistenza italiana

Cosa hanno in comune Giacomino Losi da Soncino, detto “core de Roma”, secondo solo a Totti e a De Rossi per presenze con la maglia giallorossa, e Raf Vallone, definito “l’unico volto marxista del cinema italiano” per la sua carriera cinematografica eppure anche capace, da calciatore, di alzare la Coppa Italia vinta dal Torino nel 1936?
Cosa rende simili l’attaccante Carlo Castellani, bandiera dell’Empoli, e il mediano Bruno Neri di Faenza, nel giro della nazionale dopo aver militato nella Fiorentina e nel Torino?
Tutti questi atleti, non c’è dubbio, presero a calci un pallone nemmeno lontanamente paragonabile alla sfera non più di cuoio con cui al giorno d’oggi si gioca negli stadi di tutto il mondo. Ma oltre a questo, tutti loro, mentre sull’Italia fischiava il vento e infuriava la bufera dell’occupazione nazifascista, compirono la stessa scelta fatta allora da migliaia di ragazzi nel paese: lasciarsi tutto alle spalle per imbracciare il fucile e combattere contro tedeschi e fascisti. Inizia in questo modo la storia mai raccontata dei Campioni della Resistenza: calciatori-partigiani come Armando Frigo, capace di segnare una doppietta con un braccio mezzo ingessato in un memorabile Vicenza-Verona 2 a 0 e poi fucilato dai tedeschi dopo aver eroicamente difeso il passaggio montano di Crkvice, in Jugoslavia; o come la bandiera lariana Michele Moretti, comunista e membro del gruppo partigiano che il 28 aprile del 1945 giustiziò Benito Mussolini in nome del popolo italiano.
Le gesta dei calciatori partigiani, raccontate con sapiente partecipazione da Edoardo Molinelli, attingendo al cuore del più popolare tra gli sport, danno un contributo speciale alla stessa comprensione della Resistenza come fenomeno di massa. E, finalmente, iscrivono la vita vera dei grandissimi ma spesso misconosciuti protagonisti di questo libro a una sola, grandissima squadra: quella che si riconosce nei colori della giustizia sociale e della libertà.

EDOARDO MOLINELLI - Pratese, classe 1981, scrive di calcio e politica su Minuto78. Fondatore e curatore del primo blog italiano dedicato all’Athletic Club di Bilbao, ha pubblicato per Hellnation Libri – Red Star Press il volume Euzkadi. La nazionale della libertà (2016).

Hellnation Libri
Pagine: 246
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867182206
Prezzo: 18 euro

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Libro Red Star Press

LA GUERRA CHE CI FANNO - Raúl Antonio Capote

La storia mai raccontata della CIA e della dominazione statunitense sul resto del mondo (a cura di Claudia Proietti)

«Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre». A dirlo, nel lontano 1858, fu il presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln. E da allora l’apparato politico-militare del suo Paese deve averlo preso molto sul serio, garantendo la difesa degli interessi di un pugno di industriali, possidenti e speculatori grazie a un esercito dotato di una forza d’urto senza precedenti nella storia dell’umanità. Ma se non esiste luogo del mondo che non sia costretto a fare amaramente i conti con i colonizzatori del pianeta, Raúl Capote spiega come la forza delle armi sia in realtà subordinata all’uso di una forza ancora più grande: la forza espressa grazie alla cultura, alla musica, ai mezzi d’informazione e alla propaganda, vale a dire la vera arma segreta – spesso invisibile – di cui di servono gli Stati Uniti. Passando in rassegna quella che è la lunga storia di colonizzazione culturale a stelle e a strisce e forte della sua personale esperienza di ex agente segreto infiltrato nella CIA, Capote dà voce alla storia mai raccontata della dominazione statunitense sul resto del mondo e, in modo particolare, su Cuba e l’America Latina. La storia di una guerra sporca, capace di strumentalizzare, corrompere e piegare ai propri fini interi movimenti giovanili e prestigiose istituzioni culturali. Ma, allo stesso tempo, anche il punto debole dell’ideologia consumistica che pervade e corrompe l’imperialismo degli Usa, contro cui questo libro è stato scritto e pubblicato.

«Tramite la cultura si impone al nemico la propria volontà e si inculcano concezioni del mondo, valori e attitudini: “Alla lunga l’apparato politico non può difendere vittoriosamente in guerra, o imporre in pace, quello che la cultura nega». Gli enormi e ben equipaggiati eserciti imperiali, possono contare oggi su poderose armi culturali: “Con operazioni di penetrazione, di indagine motivazionale, di propaganda e di educazione, gli apparati politici ed economici hanno assunto il compito di operare nel corpo vivente della cultura. L’operazione ha come strumento chirurgico un arsenale di simboli; come campo il pianeta, come preda la coscienza umana. I suoi cannoni sono i mezzi di comunicazione di massa, i suoi proiettili, le ideologie».


RAÚL ANTONIO CAPOTE - Nato a L’Avana nel 1961, dal 1990 al 2000 riesce a infiltrarsi nella CIA, contribuendo così a depotenziare le manovre con le quali gli Stati Uniti tentano di destabilizzare Cuba. Professore di storia, cultura e letteratura cubana, ha pubblicato, tra le altre cose, il libro Un altro agente a L’Avana (2015), dedicato alla sua esperienza di agente segreto.

Collana: Unaltrastoria
Pagine: 256
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867182183
Prezzo: 16 euro

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Libro Red Star Press

LA MORTE A BRESCIA – Paolo Barbieri

28 maggio 1974: storia di una strage fascista

Era il 28 maggio del 1974. A Brescia, piazza della Loggia era piena. I sindacati e la città del movimento operaio e democratico era scesa in strada per manifestare contro il terrorismo fascista che, in quegli anni, aveva già insanguinato l’Italia stendendo un velo oscuro di morte e di omertà su numerosi attentati. Ma quella mattina, a Brescia, l’eversione nera voleva colpire ancora. Fu uno scoppio fortissimo quello che devastò la piazza, uccidendo otto persone e ferendone oltre cento. Tutto nacque da una bomba nascosta in un cestino di rifiuti, ma l’indagine su quanto accaduto fu immediatamente resa faticosa dall’allucinante decisione di lavare il sangue dalla piazza con potenti getti d’acqua, rendendo impossibile compiere i normali rilievi. Paolo Barbieri, bresciano e presente in piazza il 28 maggio, parte proprio da questi concitati momenti di lutto per raccontare la storia della strage: una lunga vicenda umana e giudiziaria in cui il depistaggio sembra la regola, la reticenza degli apparati dello stato normale e le protezioni di cui i fascisti godono in seno alle istituzioni un fatto acclarato. Per questo, prima di ogni altra cosa, la strage di Brescia rappresenta una ferita all’ordinamento democratico destinata a non rimarginarsi mai.

PAOLO BARBIERI - Giornalista professionista, ha iniziato a scrivere per il quotidiano «Bresciaoggi» alla fine degli anni ’70 per poi passare all’Agenzia Ansa, redazione di Milano, dove ha seguito avvenimenti nazionali e internazionali sia di cronaca che di politica. Appassionato di filosofia, nel 2010 ha fondato la rivista «QuiLibri» della quale è tuttora direttore. Per la casa editrice Editori Riuniti ha pubblicato nel 2003 “La strage dai capelli bianchi”, saggio sulla strage di piazza Fontana, nel 2016 “Gli occhi di Thanatos”, nel 2018 “Forme della ribellione” (entrambi con Moretti&Vitali). È tra i fondatori dell’Associazione di studi Emanuele Severino (ASES*). Con Book Time, nel 2019, ha pubblicato “Polemos (Gerra, Politica, Tecnica)” e “Perché è necessario lo studio della filosofia”.

Collana: Unaltrastoria
Pagine: 140
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867182251
Prezzo: 14 euro

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Libro Red Star Press

SOCIALISMO O BARBARIE (La crisi della Socialdemocrazia) – Rosa Luxemburg

Con due lettere contro la guerra imperialista scritte ai compagni da Rosa Luxemburg (a cura di Nando Simeone)

«Il futuro della civiltà e dell’umanità dipende dal fatto che il proletariato sappia (…) gettare la sua spada rivoluzionaria sul piatto della bilancia».

Scritto in prigione mentre tutto il pianeta era sconvoloto dalla carneficina della prima guerra mondiale, La crisi della socialdemocrazia è il testo-simbolo di Rosa Luxemburg, il libro destinato a consegnare alla storia del movimento operaio una delle sue parole d’ordine più importante: socialismo o barbarie.
Con l’irata sapienza che apparteneva ai suoi discorsi, Rosa Luxemburg attacca senza tregua le retoriche attraverso le quali tanto la borghesia quanto una “sinistra” infedele ai suoi ideali, è in grado di spacciare le necessità di un’accolita di speculatori per gli interessi di interi popoli, la difesa degli affari di una minoranza di possidenti per superiori ideali di libertà. Allo stesso tempo, puntando il dito contro il gioco sporco della geopolitica dei ricchi, denuncia non soltanto l’abominio della prima guerra mondiale, ma profetizza con inquietante precisione un lungo destino di guerre in cui a morire sarà sempre e solo chi vive del proprio lavoro, non certo chi – dall’alto – organizza il massacro a uso e consumo delle classi dirigenti. Un destino che però, avvisa Rosa Luxemburg, non è mai stato scritto. Al contrario, sembra attendere ancora oggi che la massa di diseredati che compone la grande maggioranza dell’umanità si riscatti attraverso una nuova stagione di protagonismo politico e sociale, mettendo a tacere una volta per sempre l’orrore che il grande capitale imperialista non smette mai di imporre al mondo intero.

ROSA LUXEMBURG - Nata nel piccolo villaggio di Zamość, in Polonia, nel 1870, Rosa Luxemburg dimostra un’intelligenza non comune già negli anni del liceo, quando aderisce ai primi gruppi socialisti clandestini. Internazionalista per vocazione e convinzione, si trasferisce in Svizzera prima di stabilirsi in Germania, dove diventerà un punto di riferimento per la socialdemocrazia tedesca: un partito all’interno del quale combatterà una memorabile batteglia contro opportunisti, riformisti e rinnegati prima di prestare la sua opera alla fondazione della Lega Spartachista e, quindi, del Partito comunista tedesco. Una storia di coerenza rivoluzionaria che, nel 1919, pagherà con la vita.

Collana: Le Fionde
Pagine: 208
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867182237
Prezzo: 16 euro

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Libro Red Star Press

MY RIOT
AGNOSTIC FRONT: LA MIA VITA HARDCORE

Roger Miret con Jon Wiederthorn

Prefazioni di Al Barr dei Dropkick Murphys e di Jamey Jasta degli Hatebreed


Gangs of New York incontra Mean Streets nell’avvincente biografia di Roger Miret, il significato vivente di cosa ha significato sopravvivere agli anni Ottanta nel Lower East Side, trovando nella musica un rifugio e il senso stesso della propria esistenza. My Riot è la testimonianza definitiva sulla nascita e lo sviluppo della scena hardcore newyorkese – ma anche della violenza esercitata contro la working class nei ghetti metropolitani – raccontata da un protagonista assoluto: il frontman della leggendaria band Agnostic Front.

Nato a Cuba ed emigrato con la sua famiglia negli Stati Uniti, Miret, con un linguaggio che non lascia spazio all’immaginazione, parla di cosa ha significato crescere in terra straniera, sottoposto al regime di un patrigno violento e in condizioni di totale indigenza. Miret ha dovuto fare i conti con la violenza fin dall’infanzia, trascorsa in appartamenti occupati, dentro casermoni cadenti e in compagnia di diseredati costretti agli stessi abusi e schiacciati dalla vita con identica durezza. In uno simile contesto, Miret ha dato un contributo imprescindibile alla formazione di un nuovo genere musicale ma, perennemente a corto di denaro e con un successo commerciale impossibile da ottenere, sarà il business della droga a dettare le sue regole, spalancando alla voce degli Agnostic Front il baratro della prigione: l’ennesima prova da superare sull’impervia via che, nel nome dell’unità tra i kidz, condurrà a una redenzione conquistata senza scendere a compromessi.

«Roger ha dato voce a chi non ha voce e ha vissuto la vita di cui parlano le sue canzoni. Questo libro è incredibile, non riuscivo a metterlo giù!» – Lars Frederiksen, Rancid

«My Riot è un libro potente e avvincente. Uno sguardo nudo e crudo sulla vita di un uomo che ha fatto ciò che doveva fare per sopravvivere» – Scott Ian, Anthrax

«Il codice d’onore dell’hardcore è incrollabile. La personalità di Roger e la sua lealtà possono essere superati soltanto dalle fiamme che gli ardono nel cuore e dalla sua dedizione alla causa» – Jerry Only – Misfits


ROGER MIRET  - Pioniere della scena hardcore di New York, nasce a Cuba, si trasferisce con la famiglia negli Stati Uniti e, nel 1983, diventa la voce degli Agnostic Front, la band seminale con cui, negli anni, inciderà classici come United Blood, Victim in Pain e Cause for Alarm. Vive a Scottsdle, in Arizona.

JON WIEDERHORN - Tra i suoi libri, tradotto in italiano, il fondamentale Louder Than Hell: la storia orale del metal (con Katherine Turman). È coautore dei volumi Ministry: The Lost Gospel According to Al Jourgensen e I’m the Man: The Story of That Guy from Anthrax (con Scott Ian). Vive a Montclair, nel New Jersey.


Hellnation Libri
ISBN: 9788867182282
Formato: 15x22 brossurato con bandelle
PP: 336 illustrato con fotografia in b/n + 8 tavole a colori fuori testo
Prezzo: 24 euro

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