RED STAR PRESS SOC. COOP.

Viale di Tor Marancia 76 - 00147 Roma

Tel. 3911060090


Distribuzione nazionale in libreria

A.L.I. Agenzia Libraria International s.r.l.
Via Milano 73/75 – 20010 Cornaredo (MI)
www.alilibri.it
Tel. 02 99.76.24.30-31-32 fax 02 36.54.81.88 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Circoli, botteghe commercio equo e solidale, negozi di dischi, festival

DIEST DISTRIBUZIONI
Via Cognetti De Martiis 39A – 10149 Torino
www.diestlibri.com

 

Fumetterie

MANICOMIX DISTRIBUZIONE
Via IV Novembre 14 - 25010 San Zeno Naviglio (Brescia)
www.manicomixdistribuzione.it
Telefono: 0302106970 - Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Centri sociali, infoshop e distro indipendenti

Direttamente presso l'editore, vedi la scheda dal link contattaci.

 

Libro Red Star Press

«NOI CONOSCIAMO I SISTEMI DI HITLER» - Giorgio Pratolongo


Il ghetto di Varsavia e l’insurrezione del 1943: voci e volti di una rivolta antifascista

Il 19 aprile del 1943 il ghetto ebraico di Varsavia insorge. Uomini e donne, forti prima di tutto della loro determinazione, attaccano le SS. È solo il prologo di una rivolta destinata a restare nella storia: le strade del ghetto, trasformate in un dedalo di cunicoli segreti e di barricate, diventano una roccaforte decisa a lasciare sul terreno il maggior numero possibile di nazisti. Per oltre un mese, le milizie ebraiche, insieme a una parte della resistenza polacca, riescono a tenere testa a ciò che si credeva essere l’esercito più potente del mondo, facendo aleggiare sui soldati di Hitler il presagio della futura sconfitta. Una storia terribile a cui il libro di Pratolongo, ricostruendo le voci e i volti dei protagonisti, rende la dovuta giustizia.

GIORGIO PRATOLONGO - Nato a Genova nel 1976, ha frequentato l’Accademia “Ligustica” di Belle Arti. Lavora principalmente a penna biro. Nel Novembre 2018 espone al “Rendez-vous du carnet de voyage” di Clermont- Ferrand.

Collana: Tutte le strade
Pagine: 96 – completamente illustrato con disegni originali in b/n
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867182435
Prezzo: 10 euro

 

ACQUISTALO

 

 

 

Libro Red Star Press

TEOLOGIA DELL’INSURREZIONE – Martin Freiberger

Thomas Müntzer e la guerra dei contadini: una rivolta di popolo nel cuore dell’Europa Moderna


«Guarda, i signori e i prìncipi sono l’origine di ogni usura, d’ogni ladrocinio e rapina; essi si appropriano di tutte le creature: dei pesci dell’acqua, degli uccelli dell’aria, degli alberi della terra. E poi fanno divulgare tra i poveri il comandamento di Dio: “Non rubare”. Ma questo non vale per loro. Riducono in miseria tutti gli uomini, pelano e scorticano contadini e artigiani e ogni essere vivente; ma per costoro, alla più piccola mancanza, c’è la forca» (Thomas Müntzer, Confutazione ben fondata, 1524).

Ai tempi della Riforma protestante, tra il 1524 e il 1526, mentre la predicazione di Lutero e lo stesso ruolo del monaco agostiniano si rivelavano perfettamente compatibili con lo status quo, nei territori di lingua tedesca del Sacro Romano Impero masse crescenti di diseredati iniziarono a recepire in modo assolutamente nuovo il senso delle Sacre Scritture. Fu così che, se ogni uomo è stato creato uguale, come il cristianesimo dice di insegnare, quell’uguaglianza iniziò a essere pretesa sul serio, accendendo una rivolta senza precedenti nel cuore dell’Europa. Alla testa dei ribelli, un pastore originario della Bassa Sassonia, Thomas Müntzer, secondo cui era possibile spiegare ogni ingiustizia commessa sulla pelle del popolo e ogni sofferenza a cui lo stesso popolo era costretto con la demoniaca alleanza che, nel nome del profitto, aveva sottratto agli ultimi persino la parola di Dio. La Riforma, in questo modo, si trasformò ben presto in Rivoluzione: una guerra dei contadini a cui Martin Freiberger rende il giusto tributo storiografico, esplorando quel terreno misconosciuto in cui, insopprimibili, affondarono le radici teologiche della rivolta.

Martin Freiberger - Nato a Bressanone nel 1990, ha ricevuto il riconoscimento del Premio Lorusso nel 2019 per il suo lavoro sul conflitto sociale nell’Europa Moderna.

Collana: Unaltrastoria
Pagine: 96
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867182473
Prezzo: 10 euro

 

ACQUISTALO

 

 

 

Libro Red Star Press

I TRIBUNI DELLA PLEBE – FLAVIO FERRI

Origine e storia della lotta di classe nell’antica Roma

«La storia di ogni società esistita fino a questo momento è storia di lotta di classi» (K. Marx – F. Engels).

Anche se il loro ricordo è spesso ridotto a poco più di un aneddoto imparato ai tempi della scuola, i tribuni della plebe, la loro istituzione e il ruolo che svolsero nell’antica Roma, hanno un’importanza epocale, non solo rispetto a vicende le cui origini si perdono nella notte dei tempi ma anche nell’ambito di ogni tentativo di comprensione dello sviluppo della lotta di classe e del conflitto sociale: oggi come allora, inevitabile in qualunque contesto diviso tra una minoranza di privilegiati e una massa di esclusi dai diritti più elementari. D’altro canto, come ricordano Marx e Engels, «la storia di ogni società esistita fino a questo momento, è storia di lotte di classi». E nel caso della Roma repubblicana, la contesa abbracciò patrizi e plebei sfociando in avvenimenti memorabili, come le diverse secessioni della plebe, destinate a cambiare per sempre la geografia politica della Città Eterna. Flavio Ferri, muovendosi tra le antiche fonti latine e le interpretazioni dei contemporanei, ricostruisce quella che fu l’origine della lotta di classe nell’antica Roma e, tratteggiandone la storia, riconsegna al patrimonio del movimento operaio importanti spunti di analisi e riflessione.


FLAVIO FERRI - Bresciano, classe 1991, la sua ricerca sul conflitto sociale nell’antica Roma ha ricevuto il riconoscimento del Premio Lorusso nel 2019.

Collana: Unaltrastoria
Pagine: 104
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867182435
Prezzo: 10 euro

 

ACQUISTALO

 

 

 

Libro Red Star Press

LE CONDIZIONI DELL’OFFENSIVA – a cura di Emilio Quadrelli

«Senza Tregua. Giornale degli operai comunisti»: storia di un’esperienza rivoluzionaria (1975-1978)

È probabile che ancora oggi, dietro l’etichetta del rapimento e dell’esecuzione di Aldo Moro, si celi una semplificazione, o meglio, una gigantesca rimozione storica: un’analisi che, continuando a focalizzare l’attenzione su un singolo, per quanto importantissimo evento, finisce per sfumare colpevolmente i contorni e i contesti, fino ad annullarli. Ecco così che i fermenti rivoluzionari covati in Italia a partire dal «biennio rosso» 1968-69 si riducono a poco più di un episodio di cronaca nera e i revisionismi proliferano insieme a ogni sorta di dietrologie. Al contrario, la storia di un’esperienza come quella di «Senza Tregua. Giornale degli operai comunisti», testimonia quanto diffusa e profonda fosse, negli scorsi decenni, la ferma volontà di guardare al futuro a partire da un cambiamento reale dello stato di cose presente; quanto profonda si rivelasse l’analisi delle componenti più avanzate del movimento operaio e con quale determinazione si affrontasse l’idea di mettersi in gioco. A cura di Emilio Quadrelli, quest’antologia torna a dare la parola agli operai che, tra il 1975 e il 1978, abbracciarono un ruolo d’avanguardia, assumendo posizioni che nessuna teoria socialdemocratica avrebbe mai potuto essere in grado di assorbire e attestandosi su una linea che, chiamando in causa il cuore del politico, poneva immediatamente all’ordine del giorno la questione del potere.


EMILIO QUADRELLI - Genovese, classe 1956, si occupa di storia ed etnografia del movimento operaio e delle lotte di liberazione. Tra i suoi molti libri, “La città e le ombre. Crimini, criminali, cittadini” (con Alessandro Dal Lago; 2003), “Andare ai resti. Banditi, rapinatori, guerriglieri nell’Italia degli anni Settanta” (2004), “Gabbie metropolitane. Modelli disciplinari e strategie di resistenza” (2005), “Evasioni e rivolte. Migranti, CPT, resistenze” (2007), “Autonomia operaia. Scienza della politica e arte della guerra dal ’68 ai movimenti globali” (2008), “Algeria 1962-2012: una storia del presente” (2012) e “Sulla guerra. Crisi, conflitti, insurrezione” (2017), pubblicato da Red Star Press.


Collana: Unaltrastoria
Pagine: 560 – illustrato con fotografie in b/n
Formato: 16x22,5 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867182268
Prezzo: 28 euro

 

ACQUISTALO

 

 

Libro Red Star Press

BARLETTA CALCIO – Massimo Pensa

Uomini e storie. 1914 – 1964

Dove può portare l’amore per una città e la sua squadra di calcio? Nel caso di questo libro l’autore, muovendo da Barletta, ha girato l’Italia intera, da Trieste a Modena, da Genova a Livorno passando per Roma, Bari, Bologna e Napoli, per rintracciare tutto ciò che avesse avuto un ruolo nella lunga storia calcistica biancorossa. Oltre vent’anni di ricerca – tanto è stato necessario a scrivere questo libro – per cogliere l’indescrivibile felicità di parlare con i pionieri ancora in vita del calcio barlettano e per recuperare gli antichi documenti o ascoltare le testimonianze che raccontano le gesta di chi non c’è più. Perché Barletta Calcio nasce proprio inseguendo con determinazione il sogno che il grande passato di questa squadra non venisse mai dimenticato, che gli uomini che hanno contribuito a tracciarne il cammino non fossero relegati nell’oblio, che la passione capace di infiammare un’intera città potesse ardere sempre e per sempre. Per questa ragione, il contenuto più prezioso di questo libro, non ha a che fare solo con la minuzia con cui sono stati ricostruiti i tabellini di tutte le partite mai giocate dal Barletta tra il 1914 e il 1964 o con le carriere dei calciatori che hanno indossato la maglia biancorossa, ma con la ferma volontà di bandire il disincanto. Affinché tutti possano tornare ad amare i colori della Città della Disfida.

MASSIMO PENZA - Classe 1971, vive tra Roma e Barletta con la squadra biancorossa nel cuore e un padre che ebbe l’onore di vestirne la maglia. Barletta calcio è frutto di un lavoro di ricerca durato oltre vent’anni. Una passione a cui l’autore consegna l’eterno desiderio di tornare a vedere sui campi di calcio un Barletta capace di infiammare la città intera. E magari di arrivare a giocare in serie A.

Formato: 19x26 brossurato con sovraccoperta
PP: 940 illustrate con foto d’epoca in b/n
Prezzo: 45 euro

ACQUISTALO

 

 

Libro Red Star Press

UNA VITA INTERA – David Cacchione

Memorie di un operaio internazionalista


Qual è il filo rosso che, dalle piazze del ’77, si dipana unendo in un’unica storia di amicizia e di lotta il Nicaragua della rivoluzione sandinista e la Palestina? Qual è stata la spinta che ha portato un gruppo di operai a imbracciare chitarre e microfoni con la Banda Bassotti e a portare la solidarietà concreta della Carovana Antifascista ai ribelli del Donbass?
David Cacchione, tra i fondatori della stessa Banda Bassotti, non ha dubbi e risponde tirando in ballo la determinazione – innata nella classe operaia – e la forza del collettivo: protagonisti assoluti di un libro in cui, mettendo nero su bianco le memorie di un operaio internazionalista, David dà voce alla straordinaria esperienza di un pugno di amici che, partendo dai cantieri romani, sale sui palchi di tutto il mondo, raccogliendo ovunque la voce dei lavoratori, dei precari e dei disoccupati e restituendo il senso di una storia al tempo stesso personale e collettiva.
 

DAVID CACCHIONE - Nasce il 19 ottobre del 1960 a Roma, città in cui continua a vivere e a lottare. Agitatore di professione, figlio della classe operaia e comunista, ha lavorato e/o lavora come manovale, scaricatore, venditore di giornali, pontarolo, facchino, produttore discografico e spazzino. Autore di diversi testi messi in musica con la Banda Bassotti, è al suo primo libro.

Formato: 16x22,5 brossurato con bandelle
PP: 230 + inserto fotografico a colori 24 pp
Prezzo: 24 euro

ACQUISTALO

 

 

Libro Red Star Press

LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA – Saverio Ferrari

Milano, venerdì 12 dicembre 1969, ore 16.37

A cinquant’anni dall’attentato alla Banca dell’Agricoltura, i fatti, le testimonianze, gli atti giudiziari, le complicità innominabili dei bombaroli fascisti e la ricerca di una verità che i poteri forti continuano a insabbiare


Si è soliti dire che persista più di un mistero riguardo alla strage del 12 dicembre 1969. Nulla di più falso. Sappiamo moltissimo, quasi tutto, di questa tragica vicenda. Non ci si lasci ingannare dalle sentenze. Nelle attività di indagine sono state acclarate le ragioni che ispirarono la strage in funzione di un salto di qualità nel percorso della “strategia della tensione” e messo a fuoco il complesso dei mandanti, tra vertici militari e ambienti Nato, complici ampi settori delle classi dirigenti e imprenditoriali, tentati da avventure eversive. Sono anche stati individuati gli esecutori materiali, ovvero gli uomini di Ordine nuovo, con il riconoscimento delle responsabilità personali di Franco Freda, Giovanni Ventura e Carlo Digilio.
Sulla base delle carte che si sono accumulate, interrogatori, confessioni, incrocio di indizi, sarebbe addirittura possibile ricostruire il percorso compiuto dalla bomba collocata all’interno della Banca nazionale dell’agricoltura. Nelle pagine di questo libro si parte dai primi anni Sessanta, da quando il progetto eversivo della “strategia della tensione” ebbe la sua incubazione, per ricostruire non solo la vicenda giudiziaria di piazza Fontana, ma il ruolo fondamentale del terrorismo neofascista e delle complicità statali, indagando su figure ed episodi rimasti nell’ombra con il supporto di una ricca documentazione inedita.

SAVERIO FERRARI - È nato e vive a Milano. Da anni studia il fenomeno delle destre radicali e si occupa di ricerche relative agli anni della “strategia della tensione”. Dal 1999 dirige l’Osservatorio democratico sulle nuove destre. Per la Red Star Press ha pubblicato i volumi “12 aprile 1973: il giovedì nero di Milano. Quando i fascisti uccisero l’agente Antonio Marino” (2016) e, con Luigi Mariani, “L’assassinio di Fausto e Iaio. Quel maledetto 18 marzo 1978 ore 19.57” (2018).
Collabora con «il Manifesto» e «L’antifascista», il periodico dell’Anppia (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti).

Collana: Unaltrastoria
Pagine: 152
Formato: 13x20 brossurato con bandelle; con la riproduzione di documenti originali in b/n
Isbn: 9788867182411
Prezzo: 14 euro

ACQUISTALO

 

 

Libro Red Star Press

ANDARE A KOBÂNÊ – Arzu Demir

La condanna del fascismo dell’Isis e del regime di Erdogan nella storia e nella memoria delle vittime della strage di Suruç e nell’attivismo di una società civile pronta a mobilitarsi per difendere i valori della rivoluzione del Rojava in Medio Oriente

Era il 20 luglio del 2015. A Suruç, capoluogo dell’omonimo distretto turco confinante con la Siria, centinaia di ragazzi e ragazze, militanti della Federazione delle Associazioni Giovanili Socialiste e provenienti da ogni angolo del paese, si trovano nel giardino del centro culturale insieme a ciò che hanno portato con loro: libri, giocattoli e vestiti utili a dare un contributo alla ricostruzione di Kobânê, la città-martire della rivoluzione del Rojava, il luogo in cui l’autorganizzazione popolare ha dimostrato di poter tenere testa e addirittura sconfiggere le milizie fasciste dell’Isis.
«L’abbiamo difesa insieme, la ricostruiremo insieme», hanno scritto i giovani socialisti turchi su uno striscione: un messaggio di pace e solidarietà destinato a essere travolto da un violento attacco islamista quando, poco prima di mezzogiorno, la bomba di un attentatore sucida – probabilmente una ragazza diciottenne – uccide 33 persone, ferendone oltre cento. Immediatamente, sorda a qualsiasi dolore, sulla strage di Suruç cala la censura di Erdogan. Gli stessi social network vengono oscurati dal regime del “Sultano”, senza riuscire, però, a impedire che tra l’opinione pubblica circolasse una domanda: come è stato possibile, per un attentatore e la sua ingente quantità di esplosivo, riuscire ad attraversare il blindatissimo confine turco-siriano?
Oggi che Erdogan guida in prima persona l’offensiva turca contro la Siria del Nord, la storia e la memoria delle vittime di Suruç, raccolte da Arzu Demir, rappresentano un atto di accusa senza precedenti nei confronti dell’ipocrisia turca e dei suoi alleati europei e statunitensi. Perché “andare a Kobane”, per i giovani uccisi a Suruç nel 2015, così come per un numero sempre maggiore di persone di qualunque nazionalità, continua a essere, più che un messaggio, una sfida lanciata a tutti i regimi che, arrogandosi con la forza il diritto di agire nel nome della “democrazia”, credono di poter continuare a soffocare le aspirazioni alla giustizia e alla libertà.


ARZU DEMIR - Nata a Istanbul nel 1974, è nota per i libri dedicati alle più importanti questioni sociali del Medio Oriente, per i quali è stata costretta a lasciare la Turchia e a chiedere asilo politico in Belgio, dove risiede attualmente. Oltre ad “Andare a Kobânê”, tra le sue opere, tradotte in italiano dalla Red Star Press, il volume “La rivoluzione del Rojava” (2016).

Collana: Unaltrastoria
Pagine: 176 – illustrato con fotografie in b/n
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867182381
Prezzo: 15 euro

ACQUISTALO

 

 

Libro Red Star Press

GUERRA AI POVERI – Tano D’Amico

La resistenza del Movimento per il Diritto all’Abitare (Roma, 2009 – 2019). Testo di Cristiano Armati

Sono anni che non si fa altro che parlare di «guerra tra poveri». Ma Tano D’Amico capovolge i termini del discorso e, in un racconto per immagini toccante e terribile, dimostra come quella che si sta combattendo in questi anni di crisi sia senza dubbio una guerra, ma «contro i poveri».
Dall’altra parte della barricata, protagonisti dell’ultimo libro del grande fotografo, le famiglie del Movimento per il Diritto all’Abitare di Roma: migliaia di persone che, dopo aver perso la casa insieme al lavoro, hanno occupato per necessità stabili abbandonati, mettendo un tetto sulla testa dei propri figli ma anche dimostrando nei fatti come un mondo diverso sia non solo possibile, ma giusto e necessario.
Al fianco dei senza-casa, Tano D’Amico documenta gli attacchi selvaggi subiti dagli uomini, le donne e i bambini ma, con la partecipazione che contraddistingue il suo lavoro, fa emergere la forza, la bellezza e la determinazione con cui, chi è consapevole dei propri diritti, non è niente affatto disposto ad abbandonare la lotta senza combattere.

TANO D’AMICO: Nato a Lipari nel 1942, è impegnato da sempre in una preziosa ricerca sui temi del conflitto di classe. Il suo sguardo solidale e la sua costante presenza sui luoghi delle mobilitazioni popolari lo rendono senza dubbio il fotografo più amato dai movimenti sociali.
Vive a Roma, la sua città d’adozione.

Collana: Tutte le strade
Formato: 29 x 21, spillato
Pagine: 64
Isbn: 9788867182398
Prezzo: 10 euro

ACQUISTALO

 

 

Libro Red Star Press

SPARTACO SEI TU – A cura di Filippo Andreani

Vita, canzoni e miracoli di Angelo “Sigaro” Conti, un operaio con la chitarra

«Questo libro è un mezzo per far sapere ai nostri figli, e poi ai loro, che su questa terra ha camminato il passo di Angelo Conti. E che quel passo andava in una direzione precisa, per delle precise ragioni che il cuore conosce e che la ragione costruisce. Pontarolo e disoccupato, autore e suonatore. Poeta della vita. Comunista, nel senso più alto e profondo che si possa dare a questa parola. Conosciuto da migliaia, amico di molti, fratello di più di qualcuno. Estraneo alla maggioranza, come accade agli esseri rari. Unico. Soprattutto per quella sua volenterosa incapacità di concedersi il minimo di ipocrisia necessaria a vivere in questo mondo e in questi anni. Quasi povero, per lunghi tratti. Per gli altri, in canna. Ma fiero e felice. “Il rancio è abbondante e il morale della truppa è alto”, mi disse sorseggiando un passato di verdura accompagnato da un bicchiere d’acqua. Me lo disse ridendo, nell’estate del 2018, a casa sua. Nella busta dell’Ospedale una diagnosi che avrebbe fatto piangere chiunque...».

ANGELO “SIGARO” CONTI: 31 marzo 1956 – 11 dicembre 2018. Ha camminato con la chitarra fuori dalle riserve come uomo libero.

FILIPPO ANDREANI: Classe 1977, ha gli anni del punk. Avvocato pentito, impiegato per dovere, appassionato del calcio che fu e di quello che ne resta, già autore dei brani degli Atarassia Gröp (1993-2007) e cantautore (La storia sbagliata, 2010; Scritti con Pablo, 2011; La prima volta, 2015; Il secondo tempo, 2018). Nel 2019 ha pubblicato con Hellnation Dischi Compagni di banco, 45 giri dedicato a Sigaro, di cui era, molto prima che “collega”, amico.

Hellnation Libri 
ISBN: 9788867182404
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
PP: 160
Prezzo: 15 euro

ACQUISTALO

 

 

Libro Red Star Press

OMAGGIO AL ROJAVA – Combattenti internazionali Ypg

Il fronte siriano, la rivoluzione confederale e la lotta contro il jihadismo raccontati dai combattenti internazionali YPG


«Avrei voluto scrivere un finale diverso, uno in cui magari strappavamo il villaggio al nemico senza problemi, ma la realtà non è un bel racconto, e in fin dei conti per questa storia un finale ancora non c’è; sulle colline di Afrin si resiste, si vince e si perde, si vive e si muore, ma se la lotta non si spegne vuol dire che la speranza vive ancora» – Lorenzo “Tekosher” Orsetti.

Arrivano nella Siria del Nord da ogni parte del mondo per contribuire — qui e ora — a quella causa che eternamente si batte per cambiare lo stato di cose presente. Sono i combattenti internazionali delle Ypg: le milizie popolari divenute celebri in occidente per essere riuscite a opporre all’avanzata dell’Isis una forza in grado di ricacciare la marea nera dello jihadismo ben oltre i confini del Rojava. Nella vita “precedente” erano persone diverse: studenti, lavoratori del braccio e del pensiero, precari di un Occidente che affoga nelle sue contraddizioni e giovani che lo stesso Occidente sembra escludere da qualunque ruolo. Al servizio di un’idea — di più, di un’utopia concreta — hanno messo la loro stessa vita, a volta perdendola in battaglia. In questo libro rendono la loro testimonianza. Affinché accanto alle parole fascismo, sessismo, razzismo, sfruttamento senza limiti dei territori e delle risorse naturali, oppressione di classe e assassinio della democrazia reale, costruita e vissuta dal basso, si possa finalmente scrivere «mai più».

COMBATTENTI INTERNAZIONALI YPG (Unità di protezione del popolo): Volontari che hanno raggiunto la Siria da ogni parte del mondo per combattere dall’unica parte giusta e utile per la pace: quella della rivoluzione confederale iniziata dai curdi e proseguita insieme alle altre comunità linguistiche e religiose della Siria del Nord in nome dell’uguaglianza sociale ed economica, della libertà di espressione e di culto e della lotta senza quartiere a ogni genere di fondamentalismo, dalle milizie dell’Isis a quelle sostenute dalla Turchia.

Collana: Tutte le strade
Pagine: 216
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867182381
Prezzo: 16 euro

ACQUISTALO

 

 

Libro Red Star Press

CERCANDO LA RIVOLUZIONE – Francesco Giliani

Vita di Enrico Russo, un comunista tra la guerra civile spagnola e la resistenza antifascista europea (1895-1973)

Non esiste avventura più grande, né romanzo in grado di eguagliare la forza di una vita vissuta dalla parte della classe operaia. Una vita come quella di Enrico Russo, metalmeccanico. Già protagonista del «biennio rosso» e ultimo segretario della Camera del Lavoro di Napoli, fu costretto dal fascismo alla clandestinità, non certo all’inazione. Non è certo un caso, dunque, se troveremo Russo in seno ai gruppi comunisti di lingua italiana in Francia e, in Spagna, al comando della Columna Internacional Lenin, in prima linea sul fronte di Aragona. Internato in un campo di concentramento in Francia, quindi destinato al confino in Italia, riguadagnerà la libertà nel 1943, continuando a rappresentare una posizione avversa rispetto a quella incarnata dalla normalizzazione voluta da Togliatti durante e dopo la famigerata “svolta di Salerno” e svolgendo un ruolo determinante nella rifondazione della Confederazione Generale del Lavoro, la «CGL rossa»: una pagina di storia fondamentale per il sindacalismo italiano che, grazie al prezioso e appassionato lavoro di Francesco Giliani, si fa materia viva, carne e sangue del proletariato nel cuore di una stagione di riscatto a cui, senza sconti per gli opportunisti e i rinnegati, si diede il nome di «rivoluzione».

FRANCESCO GILIANI: Modenese, classe 1976. È insegnante di scuola superiore e svolge un lavoro di ricerca sui temi della cultura del movimento operaio. Tra le sue pubblicazioni, il volume Fedeli alla classe. La CGL rossa tra l’occupazione alleata del Sud e la «svolta di Salerno» (2013).


Collana: Unaltrastoria
Formato: 13 x 20, brossurato con bandelle
Pagine: 248 pagine
Isbn: 9788867182374
Prezzo: 20 euro

ACQUISTALO

 

 

Libro Red Star Press

NON È UN QUARTIERE PER RICCHI – Miquel Fernández

Come il Raval di Barcellona ha fronteggiato la speculazione e affrontato l’espulsione dei suoi abitanti. Una storia esemplare (Epilogo di Manuel Delgado).

Il Raval, già noto per aver incluso nei suoi confini meridionali la storica Chinatown di Barcellona, non è soltanto uno dei quartieri-simbolo della metropoli catalana ma, in una dimensione globale, rappresenta un vero e proprio laboratorio di “igiene sociale”. Si tratta, a ben vedere, di un luogo capace di rappresentare i peggiori incubi delle classi dirigenti e, di conseguenza, anche tutte le politiche che, nel corso di un secolo, le stesse classi dirigenti hanno scelto di portare avanti per superare una situazione di volta in volta definita come «pericolosa», «amorale» e «degradata».

A causa del sovraffollamento, della povertà e di attività economiche stigmatizzate come la prostituzione, in effetti, il Raval si è sempre configurato come spazio altro rispetto ai canoni morali della buona borghesia di Barcellona anche grazie alla conflittualità politica e sociale che non ha mai mancato di animare il quartiere, contribuendo a renderlo oggetto di una permanente condanna sociale nonché territorio perennemente esposto alle mire speculative del capitale finanziario. Questa attitudine si è manifestata nella contemporaneità con rinnovata virulenza, salutando l’epoca di una vera e propria colonizzazione urbana del Raval dove, per facilitare lo sfruttamento, è stato necessario espellere una popolazione evidentemente incompatibile con le caratteristiche del quartiere-vetrina pensato da palazzinari avidi e urbanisti compiacenti. Eppure, come spiega bene Miquel Fernández, il Raval non è un quartiere per ricchi. E così chi credeva di poter fare soldi facili sulla pelle degli storici abitanti del quartiere ha dovuto fare i conti con strategie di resistenza tanto efficaci quanto inaspettate.


MIQUEL FERNÁNDEZ – Membro del GRECS (Grup de Recerca en Exclusió i Control social) e professore di antropologia sociale all’università di Barcellona, ha coordinato, tra le altre cose, la pubblicazione del volume Fabricant l’immigrant (2009) occupandosi, oltre che di emigrazione, di violenza simbolica e sistemica in rapporto alle trasformazioni urbane.

COLLANA: Barrio Chino
Pagine: 326 – Formato: 16 x 22,5 brossurato con bandelle
ISBN: 9788867182060
PREZZO: 25 euro

ACQUISTALO

 

 

Libro Red Star Press

LA MIA VITA CON LENIN – Nadežda K. Krupskaja

Il lungo cammino della rivoluzione sovietica raccontato attraverso le lotte vissute in prima persona dai suoi protagonisti


«Il marxismo mi ha dato la felicità più grande che una persona possa sognare: sapere dove andare, la quieta fiducia nell’esito finale della causa a cui si è legata la propria vita»

Correva l’anno 1894 quando, in quel di Pietroburgo, Nadežda Konstantinovna Krupskaja, giovane maestra di idee rivoluzionarie, incontrò Vladimir Lenin, arrivato da poco in città ma già noto per gli scritti con cui riusciva a trasmettere agli operai e agli intellettuali il vero «spirito vivente del marxismo». Insieme, Vladimir Lenin e Nadežda Krupskaja ebbero il tempo di dare vita all’organizzazione “Unione di lotta per l’emancipazione della classe operaia” prima di essere intercettati dalla polizia zarista e condannati alla deportazione. Sarà proprio in Siberia, in effetti, che i due militanti sceglieranno di sposarsi, condividendo, da quel momento in poi, una vita interamente votata alla causa del socialismo.
La dura repressione zarista, la faticosa propaganda clandestina, l’inesorabile lotta per la difesa dei principi bolscevichi ma, al culmine di incredibili sforzi e fughe in tutta Europa, anche gli eventi che condurranno alla Rivoluzione d’Ottobre, sono solo alcuni dei fili conduttori del libro. Autentico classico del movimento operaio, “La mia vita con Lenin” è un documento di imprescindibile valore storico e letterario e, al tempo stesso, la testimonianza in prima persona di un’avventura umana e politica destinata a cambiare il mondo.

NADEŽDA K. KRUPSKAJAL – Nata a San Pietroburgo il 26 febbraio del 1869, cresce in una famiglia di accese simpatie democratiche. Studentessa di pedagogia, frequenta i circoli rivoluzionari, impegnandosi in prima persona nelle attività di propaganda. In questo periodo conosce Lenin, che sposerà nel 1898 nel villaggio siberiano di Šušenskoe, dove i due marxisti erano stati deportati dopo essere stati riconosciuti colpevoli di attività sovversiva. Costretta all’esilio, vive in Inghilterra, Germania, Svizzera e Polonia, continuando a svolgere un ruolo di primo piano all’interno del movimento rivoluzionario e ricoprendo, tra il 1905 e il 1907, il ruolo di segretaria del Comitato Centrale del Partito Socialdemocratico. Affascinata dal concetto marxista dell’“uomo nuovo”, dedicherà alla pedagogia i suoi studi più importanti, confluiti negli undici volumi delle Opere pedagogiche.
Muore a Mosca il 27 febbraio del 1939, dopo aver ricevuto le decorazioni dell’Ordine di Lenin e della Bandiera rossa del lavoro.


COLLANA: Tutte le strade
Pagine: 352
Formato: 16 x 22,5 cm; brossurato con bandelle
ISBN: 9788867182138
Prezzo: 22 euro

ACQUISTALO

 

 

Libro Red Star Press

IL CAMPO DI BATTAGLIA URBANO – a cura del Laboratorio Crash

Trasformazioni e conflitti dentro, contro e oltre la metropoli

Tra il 2017 e il 2018 il Laboratorio Crash! ha promosso un percorso di elaborazione teorica sull’urbano articolato in convegni, dibattiti e produzione di scritti che ha coinvolto svariati compagni e compagne assieme a ricercatori e ricercatrici. Il libro presenta una selezione dei testi emersi da questo percorso, una serie di bussole teoriche e politiche che costruiscono un panorama di critica della città contemporanea. Vengono analizzati urbanizzazione planetaria e trasformazioni della metropoli, periferie e movimenti, sviluppo hi-tech e prospettiva di genere, autonomie e subalternità territoriali, catene logistiche e riot del nuovo secolo, la violenza urbana dei ricchi, il turismo e molti altri snodi utili per un inquadramento delle dinamiche che strutturano i luoghi della nostra esistenza quotidiana.


LABORATORIO CRASH! – Il Laboratorio Crash! è un’esperienza politica nata a Bologna dopo il G8 di Genova del 2001, consolidatasi negli anni successivi all’interno di una dura battaglia contro l’amministrazione cittadina di Sergio Cofferati, condotta attraverso lotte sociali e numerose occupazioni. Crash! fa parte del network Infoaut, e negli anni Dieci è stato un percorso protagonista e crocevia di autogestione e conflitti sociali, dal mondo studentesco agli scioperi nella logistica, dalle lotte ambientali a quelle per il diritto all’abitare. Sempre all’insegna della sperimentazione eretica di una pratica dell’autonomia e dell’antifascismo, della produzione di cultura antagonista e di processi di inchiesta metropolitana e con-ricerca.


COLLANA: Barrio Chino
Formato: 13 x 20 brossurato con bandelle
Pagine: 298
ISBN: 9788867182275
PREZZO: 20 euro

ACQUISTALO

 

 

Libro Red Star Press

NO JUSTICE NO PEACE - Gioacchino “Jack” Orlando

Storia militante delle lotte per l’autodeterminazione afroamericana

Dal 2008 in poi, l’acutizzarsi della povertà e della segregazione razziale negli USA ha fatto riesplodere tensioni a lungo compresse tra le mura dei ghetti. Prima fra tutte quella afroamericana che, in questo modo, irrompe violentemente nel discorso pubblico.
Attorno alle proteste contro la brutalità poliziesca si coagula tutto il vissuto storico di un popolo in lotta da oltre quattro secoli. Tornano a galla storie radicali e irriducibili, profondamente sedimentate nella coscienza collettiva nera e ben più scomode delle sbiadite iconografie, ormai pacificate, costruite sulle citazioni del pastore King o dei guanti neri di Smith e Carlos.
Riemerge, dalla damnatio memoriae a cui è stata relegata, una storia fatta di resistenze, evasioni, sommosse, arte e contropotere. Dalle rivolte degli schiavi nel Sud alle lotte anticoloniali africane, dai diritti civili al black power, dall’hip hop alle gang, dal Black Panther Party al Black Lives Matter, i dannati delle metropoli americane non hanno mai cessato la loro lotta per l’autodeterminazione.


GIOACCHINO “JACK” ORLANDO - Calabrese d’origine, romano d’adozione, classe 1992. Militante autonomo, lavoratore precario e studioso del movimento operaio, è stato coautore del volume “Combatti la paura”, pubblicato da Il Galeone, editore per il quale cura la collana di saggistica. Con “No Justice No Peace” ha vinto il premio Lorusso nel 2019.

COLLANA: UNALTRASTORIA
Pagine: 226
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
ISBN: 9788867180165
Prezzo: 16 euro

ACQUISTALO

 

 

Libro Red Star Press

LE IDEE NON SI POSSONO UCCIDERE - Fabio Verna

Introduzione alla vita e alle opere di Thomas Sankara

«Le masse popolari in Europa non sono contro le masse popolari in Africa. Ma quelli che vogliono sfruttare l’Africa sono gli stessi che sfruttano l’Europa. Abbiamo un nemico comune» — Thomas Sankara

Viene ricordato come il “Guevara africano”, ma in realtà poche personalità possono rappresentare la stagione delle rivolte contro i regimi coloniali animate dai popoli oppressi di tutto il mondo come Thomas Sankara. Ufficiale di carriera, “Tom Sank”, come veniva chiamato affettuosamente, abbraccia il marxismo-leninismo già negli anni della sua formazione e, tornato nel suo paese natale, il Burkina Faso (era nato nel villaggio di Yago nel 1949), forma insieme ad altri soldati ribelli il Gruppo degli Ufficiali Comunisti: l’organizzazione a partire dalla quale, dopo aver conosciuto l’arresto e il carcere, guadagnò la popolarità che gli valse la nomina a primo ministro e, a partire dal 1983, la presidenza del Burkina Faso. Lo stesso nome «Burkina Faso», scelto per rinominare quello che era l’Alto Volta degli ex dominatori francesi, significò da quel momento in poi «terra degli uomini integri», come integra fu l’intera esistenza di Sankara: un presidente senza alcuna prebenda né scorta, capace di presentarsi alle riunioni in bicicletta e di rigettare qualunque privilegio tipico dei politici. «Guai a prendere in giro il popolo», questa era l’unica preoccupazione di Sankara: un vero e proprio manifesto antimperialista che il giovanissimo presidente burkinabè, assassinato il 15 ottobre del 1987, diffuse in ogni angolo della Terra, attaccando gli interessi criminali delle grandi imprese multinazionali e il razzismo promosso dai corrotti governi occidentali.

FABIO VERNA - Classe 1996, nativo di Atessa (Chieti), si divide tra l’Abruzzo e Bologna e, in modo particolare, tra il centro sociale Zona 22 e la palestra popolare “Johann Rukelie Trollmann” di San Vito Chietino e la palestra popolare del TPO nella città delle Torri, dove si è trasferito per motivi di studio. Le idee non si possono uccidere è frutto delle sue ricerche in ambito storico, un impegno che ha ricevuto il riconoscimento del Premio di laurea “Francesco Lorusso” nel 2019.


Collana: Unaltrastoria
Pagine: 94
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867182312

ACQUISTALO

 

 

Libro Red Star Press

CUORI PARTIGIANI – Edoardo Molinelli

La storia dei calciatori professionisti nella Resistenza italiana

Cosa hanno in comune Giacomino Losi da Soncino, detto “core de Roma”, secondo solo a Totti e a De Rossi per presenze con la maglia giallorossa, e Raf Vallone, definito “l’unico volto marxista del cinema italiano” per la sua carriera cinematografica eppure anche capace, da calciatore, di alzare la Coppa Italia vinta dal Torino nel 1936?
Cosa rende simili l’attaccante Carlo Castellani, bandiera dell’Empoli, e il mediano Bruno Neri di Faenza, nel giro della nazionale dopo aver militato nella Fiorentina e nel Torino?
Tutti questi atleti, non c’è dubbio, presero a calci un pallone nemmeno lontanamente paragonabile alla sfera non più di cuoio con cui al giorno d’oggi si gioca negli stadi di tutto il mondo. Ma oltre a questo, tutti loro, mentre sull’Italia fischiava il vento e infuriava la bufera dell’occupazione nazifascista, compirono la stessa scelta fatta allora da migliaia di ragazzi nel paese: lasciarsi tutto alle spalle per imbracciare il fucile e combattere contro tedeschi e fascisti. Inizia in questo modo la storia mai raccontata dei Campioni della Resistenza: calciatori-partigiani come Armando Frigo, capace di segnare una doppietta con un braccio mezzo ingessato in un memorabile Vicenza-Verona 2 a 0 e poi fucilato dai tedeschi dopo aver eroicamente difeso il passaggio montano di Crkvice, in Jugoslavia; o come la bandiera lariana Michele Moretti, comunista e membro del gruppo partigiano che il 28 aprile del 1945 giustiziò Benito Mussolini in nome del popolo italiano.
Le gesta dei calciatori partigiani, raccontate con sapiente partecipazione da Edoardo Molinelli, attingendo al cuore del più popolare tra gli sport, danno un contributo speciale alla stessa comprensione della Resistenza come fenomeno di massa. E, finalmente, iscrivono la vita vera dei grandissimi ma spesso misconosciuti protagonisti di questo libro a una sola, grandissima squadra: quella che si riconosce nei colori della giustizia sociale e della libertà.

EDOARDO MOLINELLI - Pratese, classe 1981, scrive di calcio e politica su Minuto78. Fondatore e curatore del primo blog italiano dedicato all’Athletic Club di Bilbao, ha pubblicato per Hellnation Libri – Red Star Press il volume Euzkadi. La nazionale della libertà (2016).

Hellnation Libri
Pagine: 246
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867182206
Prezzo: 18 euro

ACQUISTALO

 

 

Libro Red Star Press

LA GUERRA CHE CI FANNO - Raúl Antonio Capote

La storia mai raccontata della CIA e della dominazione statunitense sul resto del mondo (a cura di Claudia Proietti)

«Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre». A dirlo, nel lontano 1858, fu il presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln. E da allora l’apparato politico-militare del suo Paese deve averlo preso molto sul serio, garantendo la difesa degli interessi di un pugno di industriali, possidenti e speculatori grazie a un esercito dotato di una forza d’urto senza precedenti nella storia dell’umanità. Ma se non esiste luogo del mondo che non sia costretto a fare amaramente i conti con i colonizzatori del pianeta, Raúl Capote spiega come la forza delle armi sia in realtà subordinata all’uso di una forza ancora più grande: la forza espressa grazie alla cultura, alla musica, ai mezzi d’informazione e alla propaganda, vale a dire la vera arma segreta – spesso invisibile – di cui di servono gli Stati Uniti. Passando in rassegna quella che è la lunga storia di colonizzazione culturale a stelle e a strisce e forte della sua personale esperienza di ex agente segreto infiltrato nella CIA, Capote dà voce alla storia mai raccontata della dominazione statunitense sul resto del mondo e, in modo particolare, su Cuba e l’America Latina. La storia di una guerra sporca, capace di strumentalizzare, corrompere e piegare ai propri fini interi movimenti giovanili e prestigiose istituzioni culturali. Ma, allo stesso tempo, anche il punto debole dell’ideologia consumistica che pervade e corrompe l’imperialismo degli Usa, contro cui questo libro è stato scritto e pubblicato.

«Tramite la cultura si impone al nemico la propria volontà e si inculcano concezioni del mondo, valori e attitudini: “Alla lunga l’apparato politico non può difendere vittoriosamente in guerra, o imporre in pace, quello che la cultura nega». Gli enormi e ben equipaggiati eserciti imperiali, possono contare oggi su poderose armi culturali: “Con operazioni di penetrazione, di indagine motivazionale, di propaganda e di educazione, gli apparati politici ed economici hanno assunto il compito di operare nel corpo vivente della cultura. L’operazione ha come strumento chirurgico un arsenale di simboli; come campo il pianeta, come preda la coscienza umana. I suoi cannoni sono i mezzi di comunicazione di massa, i suoi proiettili, le ideologie».


RAÚL ANTONIO CAPOTE - Nato a L’Avana nel 1961, dal 1990 al 2000 riesce a infiltrarsi nella CIA, contribuendo così a depotenziare le manovre con le quali gli Stati Uniti tentano di destabilizzare Cuba. Professore di storia, cultura e letteratura cubana, ha pubblicato, tra le altre cose, il libro Un altro agente a L’Avana (2015), dedicato alla sua esperienza di agente segreto.

Collana: Unaltrastoria
Pagine: 256
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867182183
Prezzo: 16 euro

ACQUISTALO