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IL LIBRETTO ROSSO DI STALIN (Code: )

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IL LIBRETTO ROSSO DI STALIN
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IL LIBRETTO ROSSO DI STALIN

Storia, politica, rivoluzione: opere scelte del padre del socialismo sovietico

A cura di Cristiano Armati. Con uno scritto introduttivo di Sandro Pertini

Presentendo quello che sarebbe stato il destino della sua memoria, Iosif Vissarionovič Džugašvili, più semplicemente conosciuto con il nome di «Stalin» (Acciaio), affermò, prima di morire, che sarebbe stata tanta la spazzatura gettata sulla sua tomba: calunnie e diffamazioni che «il vento della storia», secondo lo stesso Stalin, avrebbe provveduto a «spazzare via senza pietà».
Quali che siano i termini del dibattito intorno alla figura di Stalin e del socialismo sovietico, non c’è dubbio che intorno alla figura del «piccolo padre», in un mondo ancora sconvolto dal secondo conflitto mondiale eppure pervaso da un’inarrestabile tensione verso la giustizia sociale, si coagularono i desideri, i sogni e le speranze di milioni lavoratori di ogni paese: un’intera classe di sfruttati per i quali la gestione proletaria di campi e officine era un esempio e un modello da seguire.
Raccogliendo gli scritti più emblematici del Segretario Generale del Partito Comunista dell’URSS, Il libretto rosso di Stalin offre a Stalin l’occasione di raccontare se stesso e, al lettore, di avere una panoramica su una figura che il capitalismo trionfante ha fin troppo velocemente relegato nell’ambito di un passato oscuro, dove il comunismo non sarebbe stato altro che la maschera sotto cui nascondere una feroce dittatura

Iosif Vissarionovič Džugašvili Conosciuto in tutto il mondo con il soprannome di «Stalin» (Acciaio), nasce a Gori, in Georgia, il 18 dicembre del 1878. Cresciuto in una famiglia proletaria, la salute cagionevole non gli impedisce di vivere un’adolescenza avventurosa, unendo allo studio dei classici del marxismo la militanza nella frazione bolscevica del Partito operaio socialdemocratico russo, a cui si iscrive nel 1898. Perseguitato dalla polizia zarista, subisce il carcere e l’esilio ma, nel 1912, viene chiamato da Lenin a far parte del Comitato Centrale del partito, all’interno del quale, insieme alla proverbiale durezza, gli vengono riconosciute grandi capacità organizzative e un’efficienza non comune. Nominato segretario generale del Comitato Centrale nel 1922, impose la sua linea contro le «deviazioni» di destra e di sinistra, avviando un processo di collettivizzazione economica e di industrializzazione forzata che consentì all’Unione Sovietica di annientare le truppe naziste nel corso della seconda guerra mondiale. Morì a Mosca il 5 marzo del 1953.

Collana: I libretti rossi
Pagine: 196
Formato: 13x20 brossurato con bandelle; illustrato con fotografie d'epoca in b/n
Isbn: 9788867180264

Price: 15.00 EUR
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