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Nuove uscite

 

 

Libro Red Star Press

IL CANARO - Luca Moretti

Magliana 1988: storia di una vendetta

"Avrebbero ricordato il perché, avrebbero raccontato una storia che non si può raccontare, qualcosa che nessun uomo avrebbe la forza di dire o ripetere, la follia di uno solo in un solo giorno"


Il 20 febbraio 1988, in una discarica a due passi da via della Magliana, a Roma, viene trovato un corpo carbonizzato e orrendamente mutilato.
Appartiene un ex pugile di 27 anni. Per il suo barbaro assassinio verrà condannato un toelettatore di cani, detto “Er canaro”, a lungo perseguitato e umiliato dalla vittima.
Si compie così la parabola del debole Davide che si rivolta contro Golia il gigante: il più delirante omicidio mai riportato dalle cronache, un delitto senza termini di paragone nella letteratura criminale italiana. Fin dal primo giorno di carcere il Canaro della Magliana inizia a scrivere un memoriale. Vuole comporre il romanzo della sua vita e consegna le prime pagine al magistrato credendo che tutti debbano sapere come ciò che ha fatto non sia altro che la storia di una giusta vendetta.
Luca Moretti completa le sparute pagine di quel memoriale grazie a una lunga ricerca documentale, all’analisi di tutti gli atti del processo, a interviste fatte nel corso degli anni ai protagonisti e a una rassegna stampa completa e serrata. Il risultato è il libro che avete tra le mani. Tutta la verità sul delitto della Magliana. O, detto in altri termini, tutto ciò che il Canaro avrebbe voluto raccontare in un romanzo che – almeno fino a oggi– non ha terminato di scrivere mai.


Collana: Tutte le strade
Pagine: 128
Formato: 15x21 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867180042
Prezzo: 13 euro

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Libro Red Star Press

FUOCO! - a cura di Paola Staccioli

Voci di lotta e racconti militanti

Postfazione di Silvia Baraldini

Sono poche le parole che, come "fuoco", contengono in sé il significato profondo della distruzione. Una metafora fin troppo reale per descrivere i tristi esiti dell'attuale sistema di produzione e del suo portato di guerre e di devastazioni sociali e ambientali. È contro tutto questo che si avverte più che mai il bisogno di parole capaci di colpire nel segno e di rompere il diffuso silenzio sulle contraddizioni e sui conflitti. Parole in grado di svelare il fuoco che sta divorando le vite di un numero sempre crescente di persone e, a passi da gigante, il mondo stesso. Parole che diano voce alle morti sul lavoro, alle vittime della furia razzista, alla distruzione della natura e della civiltà urbana; voce alla sete, alla fame, alla paura e alla rabbia. Parole con cui recuperare l'altra faccia del fuoco e dare spazio, finalmente, all'incendio delle lotte, alle pratiche di organizzazione e di resistenza; spazio a narrazioni consapevoli che per assaltare il cielo è necessario non avere paura di bruciarsi.

VOCI DI LOTTA E RACCONTI MILITANTI scritti da: Cristiano Armati, Nanni Balestrini, Francesco Berlingieri, Alessandro Bernardini, Giuliano Bugani, Pino Cacucci, Matthias Canapini, Marco Capoccetti Boccia, Collettivo Metalmente, Alfredo Davanzo, Marco Di Renzo, Valerio Evangelisti, Annamaria Fassio, Patrizia Fiocchetti, Daniela Frascati, Haidi Gaggio Giuliani, Luigi Lorusso, Alessandro Pera, Marco Sommariva, Paola Staccioli, Lello Voce.

Collana: Tutte le strade
Formato: 13x21, brossurato con bandelle
160 pagine
Isbn: 9788867181971
Prezzo: 12 euro

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Libro Red Star Press

IN DONBASS NON SI PASSA - Alberto Fazolo e Nemo

La resistenza antifascista alle porte dell’Europa

Prefazione di Alexey “Dobrij” Markov

«In Occidente, si cerca di non menzionare questo conflitto o di presentarlo soltanto come “l’aggressione della Federazione Russa contro l’Ucraina indipendente”. Così, nessuno ha ufficialmente condannato le esecuzioni di massa a Odessa e a Mariupol, i bombardamenti e i colpi di artiglieria lanciati contro città pacifiche, la morte di migliaia di civili, la maggior parte dei quali anziani, donne e bambini. […] Il relativismo morale dei governi occidentali mostra spensieratamente gli assassini fascisti dei battaglioni punitivi come “vittime dell'aggressione russa” e i residenti del sud-est ucraino, uccisi e torturati, come “terroristi e mercenari”. Per la maggior parte degli Europei, non è evidente il fatto che il nazismo, che essi stessi sono abituati a considerare come un passato lontano, abbia dato i suoi germogli velenosi proprio al loro fianco» – Alexey “Dobrij” Markov.

Sono anni che una storia completamente rimossa dai mezzi d’informazione continua a scrivere pagine di sangue alle porte dell’Europa. È la storia delle Repubbliche Popolari del Donbass dove, di fronte a un colpo di stato apertamente fascista e in una situazione di volta in volta indebitamente dipinta come “conflitto etnico” o come indebita interferenza della Russia negli affari ucraini, molti distaccamenti delle milizie si formano nel nome del comunismo e sotto le bandiere rosse della ex Unione Sovietica. Sin dall’inizio del conflitto, alla lotta prendono parte un numero significativo di volontari stranieri, che danno vita alle proprie formazioni all’interno della Milizia Popolare. Tra queste (e probabilmente la più nota), il gruppo “InterUnit” della Brigata “Prizrak”, in cui hanno prestato servizio soldati provenienti da ogni parte del mondo: protagonisti di una storia di antifascismo e solidarietà internazionalista che, prima della redazione di questo libro, non era ancora mai stata raccontata.

ALBERTO FAZOLO: Militante internazionalista. Ha partecipato alle campagne nazionali e internazionali in sostegno ai popoli dell'ex-Ucraina. Economista, esperto di Terzo Settore e giornalista, ha trascorso due anni in Donbass svolgendo attività politica e umanitaria.

NEMO: Già commissario politico e poi comandante di InterUnit, l’unità di antifascisti internazionalisti all’interno del Battaglione Prizrak, ha combattuto in Donbass tra il 2015 e il 2017.

Collana: Unaltrastoria
Pagine: 256
Formato: 13x20 brossurato con bandelle 
Isbn: 9788867181995
Prezzo: 20 euro

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Libro Red Star Press

CITTÀ IN VENDITA – Alvaro Ardura e Daniel Sorando

Da New York a Berlino, da Barcellona a Londra, storia sociale e geografica urbana della gentrificazione: come e perché, attraverso la “rigenerazione” e la “lotta al degrado”, i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, emarginati ed espulsi perfino dai quartieri in cui sono nati.

Negli anni Sessanta interi quartieri di Manhattan erano considerati luoghi degradati e pericolosi, strade in cui per nessuna ragione al mondo le persone “per bene” si sarebbero azzardate anche solo a passeggiare. Quegli stessi quartieri, oggi, ospitano gli appartamenti più costosi del pianeta e offrono ai nuovi, ricchissimi abitanti, i negozi più stravaganti ed esclusivi che sia possibile immaginare, dagli abiti vintage alle… pasticcerie per cani!
Questo tipo di fenomeno, in realtà, non è affatto esclusivo di New York. Come mostrano gli autori di “Città in vendita”, infatti, da Berlino a Barcellona, da Parigi a Londra, l’espulsione degli abitanti dei quartieri popolari a vantaggio di classi sociali con maggiore disponibilità economica è un fenomeno che riguarda
tutte le città del mondo e che in tutte le città del mondo produce effetti simili. Così, che si parli di Belleville, di el Raval o del Bronx, le attività economiche tradizionali cedono il passo a botteghe alternative e le case già abitate da sottoproletari vengono popolate da manager ed artisti. Per definire un simile cambiamento si parla di “rigenerazione urbana” ma c’è chi preferisce usare il termine “gentrification” affermando come, di fronte al fenomeno del cambiamento nel tessuto sociale cittadino, non vi sia alcun “rinascimento urbano” da festeggiare, ma, al contrario, soltanto un nuovo processo speculativo in corso, l’ennesimo grazie al quale – mettendo a valore gli spazi pubblici e negando il diritto all’abitare – i ricchi diventano sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, emarginati ed esclusi persino dai quartieri in cui sono nati.

ALVARO ARDURA: architetto, è professore associato di Urbanistica all’Universidad Politécnica di Madrid. Specializzato nei temi della rigenerazione urbana, tra le sue pubblicazioni, i lavori contenuti nei volumi collettivi “Madrid Materia de Debate” e “Guía de Urbanismo de Madrid 1900-2010”.

DANIEL SORANDO: Sociologo, insegna all’Universidad Complutense di Madrid. Specializzato nel cambiamento dei centri urbani e nei processi di espulsione e segregazione delle classi popolari, ha contribuito, tra le altre cose, allo studio “Urbanismo neoliberal en Zaragoza”.


Collana: Barrio Chino
Pagine: 160
Formato: 15x21 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867181902
Prezzo: 16 euro

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Libro Red Star Press

IL NEMICO È ALLE PORTE – Vassili G. Zaitsev

L’assedio di Stalingrado raccontato da un tiratore scelto dell’Armata Rossa

«Non c’è terra per noi oltre il Volga»

Vassili era solo un ragazzo quando, nei boschi degli Urali, impara a usare un fucile per difendersi dai lupi. Giovanissimo, non avrebbe mai immaginato che quella stessa arma gli sarebbe servita ad avere la meglio su belve molto più pericolose. Accade per le strade lastricate di sangue di Stalingrado, nel pieno della seconda guerra mondiale, mentre il mondo intero si trova davanti a un bivio: se le armate naziste riusciranno a sopraffare le difese sovietiche, oltre il Volga non ci sarà più terra per nessuno. Consapevole della posta in palio, il giovane Vassili stringe tra le braccia il suo fucile di precisione: l’amore per la madrepatria sovietica e la fedeltà agli ideali della rivoluzione comunista scorrono davanti ai suoi occhi insieme agli affetti più cari, profanati dalla protervia degli uomini di Hitler. Ora dopo ora, il fucile di Vassili – formidabile tiratore scelto – spara e colpisce, fino a diventare un vero e proprio incubo per l’esercito tedesco, fino a dimostrare come la più feroce delle dittature sia solo una tigre di carta di fronte alla determinazione degli uomini animati dai superiori ideali di fraternità e giustizia sociale. Storia autentica, scritta da un soldato pluridecorato, Il nemico è alle porte è un documento di rara intensità emotiva e, allo stesso tempo, un monumento al sacrificio dei tanti e delle tante che, a Stalingrado, offrirono la propria vita alla causa dell’annientamento del nazifascismo.

VASSILI G. ZAITSEV: Figlio di contadini, nasce a Yeleninskoye, un piccolo villaggio sugli Urali, il 23 marzo del 1915. Il nonno gli insegna a sparare quando ha dodici anni e, nel 1937, si arruola volontario nelle forze armate sovietiche. Assegnato nel 1942 al 1047° Reggimento Fucilieri, parte della 62° Armata, di stanza a Stalingrado, colpisce a morte 242 tra soldati e ufficiali tedeschi, compresi 11 cecchini nemici, conquistando una fame leggendaria, fonte di ispirazione per il film-culto di Jean-Jacques Annaud, con Jude Law (2001). Ferito agli occhi da un colpo di mortaio, riuscirà a recuperare la vista e, tornato in servizio, prende parte alla battaglia delle alture di Seelow, con la quale l’Armata Rossa si libererà definitivamente la strada verso la presa di Berlino. Pluridecorato, alla fine della seconda guerra mondiale Zaitsev si congeda con onore e, dopo gli studi di ingegneria, dirige una fabbrica tessile a Kiev, dove morirà il 15 dicembre del 1991. Le sue spoglie, traslate a Volvograd (Stalingrado) nel 2006, riposano nel memoriale di Mamae Kurgan.


Collana: Tutte le strade
Pagine: 280
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867181827
Prezzo: 18 euro

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Libro Red Star Press

L’ASSASSINIO DI FAUSTO E IAIO – Saverio Ferrari – Luigi Michele Mariani

Quel maledetto 18 marzo 1978, ore 19.57. A quarant’anni dal duplice omicidio: i fatti, le testimonianze, gli atti giudiziari, la ricerca della verità


A quarant’anni dal duplice omicidio di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, giovanissimi frequentatori del centro sociale Leoncavallo di Milano assassinati il 18 marzo del 1978, si è resa doverosa una ricostruzione di quel tragico avvenimento, ripercorrendo i fatti sulla base degli atti giudiziari e non solo, con particolare attenzione alle dinamiche dei gruppi armati neofascisti dell’epoca. In questo quadro anche lo sconcerto di un’indagine durata ventidue anni, passata tra le mani di diversi magistrati e conclusasi con un’archiviazione. Eppure il contesto in cui maturò il delitto, a soli due giorni dal rapimento di Aldo Moro, non andava ascritto al campo nebuloso dei misteri. Gli stessi nomi degli esecutori sono stati più volte fatti da esponenti di primo piano dell’estrema destra, divenuti collaboratori di giustizia e sentiti più volte dagli inquirenti: è legittimo, allora, continuare a parlare di “mistero”?

SAVERIO FERRARI - È nato e vive a Milano. Dal 1999 dirige L’Osservatorio democratico sulle nuove destre (Osservatorionuovedestre.net) e collabora con «il manifesto» e «L’Antifascista», l’organo dell’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti (Anppia.it). Tra le sue pubblicazioni, “Da Salò ad Arcore. La mappa della destra eversiva” (2006), “Le stragi di Stato. Piccola enciclopedia del terrorismo nero. Da piazza Fontana alla stazione di Bologna” (2006), “Le nuove camicie brune. Il neofascismo oggi in Italia” (2009), “Fascisti a Milano. Da Ordine nuovo a Cuore nero” (2011), “I denti del drago. Storia dell’Internazionale Nera tra mito e realtà” (2013) e, per Red Star Press, oltre a “L’assassinio di Fausto e Iaio”, il libro “12 aprile 1973. Il giovedì nero di Milano. Quando i fascisti uccisero l’agente Antonio Marino” (2016).

LUIGI MARIANI - Nato a Torino, vive da sempre a Milano. Come avvocato, è stato difensore di parte civile dei familiari di Fausto e Iaio e, nel corso della sua carriera, tra gli altri incarichi, ha difeso Pietro Valpreda ed ha assunto la difesa di parte civile della famiglia di Giannino Zibecchi, travolto e ucciso da un automezzo dei Carabinieri nel corso di una manifestazione (Milano, 1975) e di Jon Cazacu, operaio rumeno bruciato vivo dal suo datore di lavoro (Gallarate, 2000).

Collana: Unaltrastoria
Pagine: 176
Formato: 13x20 brossurato con bandelle e illustrato con foto in b/n
Isbn: 9788867181858
Prezzo: 15 euro

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Libro Red Star Press

INDIANI METROPOLITANI - Andreas Iacarella

Politica, cultura e rivoluzione nel ’77

Nella storia italiana contemporanea, nessun anno è stato tanto indagato ma meno compreso del 1977. Epilogo di un ciclo di lotte iniziate nel 1968 e destinate e durare ben oltre gli anni Settanta, il ’77 raccontato da molti storici e innumerevoli commentatori appare come sospeso tra il fermento di una rivolta esistenziale e l’organizzazione di un profondo cambiamento politico ed economico. In questo modo, per tanti, è stato semplice tirare su quella che resta una storia estremamente complessa, e in fondo non ancora conclusa, una sorta di linea, mettendo da una parte chi militò nella cosiddetta “ala creativa” del movimento, i “buoni”, e dall’altra, considerati “cattivi”, chi aderì alle componenti più inclini allo scontro frontale con le istituzioni. Rifiutando una simile impostazione, in frutto più di una cattiva coscienza di chi la sostiene che non di una qualche evidenza storica, Iacarella indaga sul 1977 restituendo a quel periodo la sua autonomia e riconoscendo nella sua effervescenza il portato di istanze originali e diverse rispetto a quelle inerenti il disagio giovanile o la stessa lotta di classe. Concetti come quello, decisivo, di “desiderio”, ma anche drammi come la diffusione dell’eroina, diventano per l’autore la chiave di accesso per raccontare dall’interno le politiche e le poetiche che, in modo particolare, caratterizzarono l’azione degli Indiani Metropolitani e la loro militanza dentro e a volte contro il movimento. Una vicenda discussa e misconosciuta a cui Iacarella dà voce ricorrendo a un altro grande rimosso degli anni Settanta: la pratica dell’analisi collettiva che, proprio in quegli anni, tentò una difficile ricomposizione di quell’Io che, nella voce di tanti testimoni, continuò a risuonare come “schizzato” e “dissociato” tanto nei momenti di festa e di condivisione che nei frangenti in cui ad imporsi era la durezza della lotta.

ANDREAS IACARELLA: Romano, classe 1993, è laureato in storia contemporanea. Nel 2017 ha vinto il premio Lorusso per le sue ricerche sul movimento del Settantasette.

Collana: Unaltrastoria
Pagine: 256 illustrato con foto in b/n
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
Isbn: 978-88-6718-195-7
Prezzo: 20 euro

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Libro Red Star Press

BARI, ROCCAFORTE DEI RIVOLTOSI – Fabio Salandra

Gli Arditi del Popolo e la resistenza antifascista della Città Vecchia

«Se almeno mezza Italia avesse potuto resistere, lottare e vincere come Bari, come Parma, come Roma e altre città, il fascismo non sarebbe mai arrivato al potere in Italia. Alla nostra patria sarebbero stati risparmiati il danno e la vergogna di venti anni di tirannia ed i dolori e la catastrofe determinati da una guerra ingiusta e non voluta dal popolo!» – Giuseppe Di Vittorio

Nell’agosto del 1922 a Bari il proletariato insorge. Non è una semplice scintilla, ma un fuoco che divampa prepotente e inarrestabile. Un fuoco che cova da tempo, forgiato dalle lotte contadine e dagli scioperi del Biennio Rosso, in un lembo d’Italia in cui gli “ultimi” hanno da sempre alzato la testa. Sulla prima linea delle barricate, oltre agli abitanti di Bari Vecchia, ci sono gli Arditi del Popolo, l’esercito proletario che vuole difendere la città dall’avanzata delle camicie nere. L’imperativo è difendere Bari, resistere all’arroganza fascista e al suo orizzonte liberticida. Spalla a spalla, fianco a fianco, comunisti, socialisti, anarchici, repubblicani e sindacalisti – in contrasto anche con la dirigenza delle principali organizzazione popolari – decidono di organizzarsi e resistere armi in pugno, perché le camicie nere non devono passare. A partire da un evento “cittadino”, Fabio Salandra affronta la storia dimenticata degli Arditi del Popolo, rievocando l’eroica difesa di Bari, senza sottrarsi però a un generale bilancio dell’esperienza ardito-popolare, nei suoi mille rivoli sovversivi come nel dibattito storiografico. Un prezioso lavoro di ricostruzione che restituisce – anche grazie a documenti dell’epoca e articoli di giornale – il generale clima di quegli anni, e che fa luce su una storia troppo spesso dimenticata ma che ha ancora tanto da insegnare.

FABIO SALANDRA: Nato a Modugno, in provincia di Bari, nel 1988, è laureato in scienze storiche. Lavoratore precario, ha vinto il premio Lorusso per le ricerche dedicate agli Arditi del Popolo e alla resistenza antifascista barese.

Collana: Unaltrastoria
Pagine: 176
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867181933
Prezzo: 15 euro

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Libro Red Star Press

CON OGNI MEZZO NECESSARIO

Paola Staccioli – Alfredo Davanzo

Militanti dei percorsi rivoluzionari in Italia dalla fine degli anni Ottanta a oggi

Alla fine degli anni Ottanta, la situazione politica in Italia appare improvvisamente mutata. Soprattutto la prospettiva di un possibile superamento del capitalismo sembra affossata per sempre. Eppure, nonostante le sbandierate pretese di “fine della Storia”, non è mai mancata una presenza militante di classe, in continuità col grande ciclo di lotte del periodo precedente. In questo volume, parte di un più ampio progetto editoriale dedicato alla ricostruzione dei percorsi rivoluzionari in Italia dalla fine degli anni Ottanta, si raccontano le vite e le lotte di otto militanti, comunisti e anarchici – uccisi in scontri armati, morti “di” carcere o ancora attivi politicamente – interni a percorsi organizzativi politico-militari o ad aree libertarie caratterizzate dall’azione diretta e dall’illegalità contro lo Stato e il Capitale. Le biografie di Sergio Spazzali, Edoardo “Baleno” Massari, Mario Galesi, Diana Blefari Melazzi, Luigi Fallico, Marilù Maschietto, Marco Camenisch e Vincenzo Sisi, ci parlano di uno scontro di classe che non potrà mai finire, dimostrandoci che per ribaltare la spirale distruttiva connaturata al modo di produzione capitalista la lotta rivoluzionaria resta l’orizzonte necessario e possibile.

PAOLA STACCIOLI – nata a Roma nel 1958, ha sviluppato una proposta di scritture militanti per narrare i movimenti popolari e di opposizione dal dopoguerra a oggi. Nell’ambito di questo progetto ha ideato e curato quattro volumi collettivi sull’antifascismo, le lotte e i manifestanti uccisi nelle piazze, dagli anni Settanta a Carlo Giuliani. Le sue ultime pubblicazioni: “Sebben che siamo donne. Storie di rivoluzionarie” (con un contributo di Silvia Baraldini; 2015) e, per la Red Star Press, la nuova edizione di “Non per odio ma per amore. Storie di donne internazionaliste” (con Haidi Gaggio Giuliani; 2018). Il suo sito internet è paolastaccioli.it

ALFREDO DAVANZO – nato a Treviso nel 1957, militante operaio comunista. Formatosi nelle grigie ma roventi periferie torinesi degli anni ’70. Da allora, fabbriche, cantieri, clandestinità e “sole a scacchi” vissuti grazie alla forza collettiva, grazie alla lotta rivoluzionaria. A questa cerca di contribuire, anche tramite la penna. Per una nuova stagione.

Gli autori destinano l’intero importo dei diritti di questo libro alla Fondazione “La rossa primavera”, che hanno contribuito a creare nel 2017 con l’obiettivo di difendere e realizzare sinergie tra la memoria e il presente delle lotte di classe. Per maggiori informazioni: larossaprimavera.org

Collana: Unaltrastoria
Formato: 13x21, brossurato con bandelle 176 pagine
Isbn: 9788867181889
Prezzo: 15 euro
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Libro Red Star Press

STORIA DEL PARTITO COMUNISTA (BOLSCEVICO) DELL’URSS

Redatto dalla Commissione incaricata dal Comitato Centrale e diretta da Iosif Stalin

Testo principe dell’esperienza del movimento operaio, “Storia del Partito comunista (bolscevico) dell’URSS” venne redatto da una commissione del Comitato Centrale diretta da Iosif Stalin e pubblicato per la prima volta nel 1938. Il libro affonda le sue radici nel lontano 1883, con l’esplosione delle lotte per l’abolizione della schiavitù della gleba, e, passando attraverso la fondazione del Partito operaio socialdemocratico e la formazione delle frazioni bolscevica e menscevica, culmina con l’esplosione dell’Ottobre rosso e la vittoria della rivoluzione prima di dare la parola alla gigantesca lotta per edificare il socialismo in un paese semifeudale come la vecchia Russia. Con una narrazione animata dagli stessi protagonisti delle vicende insurrezionali sovietiche, “Storia del Partito comunista (bolscevico) dell’URSS” illustra, attraverso le battaglie congressuali, le sfide affrontate e le lotte sostenute, il percorso di un Partito capace di porsi alla testa delle masse popolari per mettere in discussione – e cambiare – lo stato delle cose presente.

IOSIF VISSARIONOVIČ DŽUGAŠVILI – Conosciuto in tutto il mondo con il soprannome di «Stalin» (Acciaio), nasce a Gori, in Georgia, il 18 dicembre del 1878. Cresciuto in una famiglia proletaria, la salute cagionevole non gli impedisce di vivere un’adolescenza avventurosa, unendo allo studio dei classici del marxismo la militanza nella frazione bolscevica del Partito operaio socialdemocratico russo, a cui si iscrisse nel 1898. Perseguitato dalla polizia zarista, subisce il carcere e l’esilio ma, nel 1912, viene chiamato da Lenin a far parte del Comitato Centrale del partito, all’interno del quale, insieme alla proverbiale durezza, gli vengono riconosciute grandi capacità organizzative e un’efficienza non comune. Nominato segretario generale del Comitato Centrale nel 1922, impose la sua linea contro le “deviazioni” di destra e di sinistra, avviando un processo di collettivizzazione economica e d’industrializzazione forzata che consentì all’Unione Sovietica di annientare le truppe naziste nel corso della seconda guerra mondiale. Morì a Mosca il 5 marzo del 1953.

Collana: Unaltrastoria
Pagine: 424
Formato: 16x22,5 cucito con bandelle 
Isbn: 9788867181841
Prezzo: 24.00 EUR
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Libro Red Star Press

1968. LA RIVOLTA NECESSARIA

Nando Simeone

Controstoria dei movimenti giovanili in Italia: quando nascono, come si organizzano, perché sono destinati a svolgere un ruolo decisivo sulla scena del conflitto sociale

Prendete migliaia di giovani e concentrateli negli stessi luoghi. Al tempo stesso, a forza di privatizzazioni, di peggioramento delle condizioni lavorative e di tagli alla spesa sociale, togliete a questi giovani ogni possibilità di identificarsi con una prospettiva futura, condannandoli a un presente che parla di disagio economico e di precarietà. Questa, in effetti, non è altro che una fotografia della condizione studentesca oggi: oltre due milioni di ragazzi e ragazze che, tra medie superiori e università, assistono allo smantellamento dell’istruzione pubblica in un contesto di deprimente erosione di qualunque diritto sociale. Mezzo secolo fa, nel 1968, una situazione per certi versi simile innescò una ribellione senza precedenti, capace di saldarsi con le mobilitazioni operaie nel corso dell’Autunno Caldo e cambiando per sempre, sulla scia di quanto accadeva a livello globale, la società che conosciamo. Ritornando sulla scena di quegli avvenimenti, Nando Simeone scrive una storia inedita dei movimenti studenteschi e giovanili: il 1968, il 1977, ma anche i ragazzi con le magliette a strisce del luglio 1960, i beat e gli hippy dell’area controculturale, i movimenti femministi e, quindi, la Pantera del 1990 e l’Onda Anomala del 2008, senza dimenticare le lotte contro la precarietà in Francia, le primavere arabe o, più indietro nel tempo, i fatti della Comune di Pechino e di piazza Tienanmen. Tutti insieme, questi movimenti, consegnano al presente un patrimonio di teorie e pratiche dell’autorganizzazione, ma anche un tesoro di esperienze potenzialmente capace di saldare ciò che i giovani e gli studenti rappresentano per eccellenza: un blocco sociale degli esclusi che, in vista di un nuovo ’68, avrebbe da perdere soltanto le sue catene.

NANDO SIMEONE – Psicologo, nel 1990 fu tra i protagonisti del movimento della Pantera e, in seguito, del movimento contro la guerra, impegnato nelle mobilitazioni che sfociarono nelle giornate di contestazione al vertice G8 di Genova del 2001. Consigliere, dal 2003 al 2008, e vicepresidente del Consiglio Provinciale di Roma, è stato tra i fondatori di Sinistra Critica, oggi Sinistra Anticapitalista, ed è membro del direttivo nazionale Filmcams-Cgil e dell’esecutivo di “Il sindacato è un’altra cosa”. Tra le sue pubblicazioni, oltra alla curatela del volume “La democrazia partecipativa” di Raul Pont (2005), il libro “Gli studenti della Pantera. Storia di un movimento rimosso (2010).

RED STAR PRESS
Collana: Unaltrastoria
Formato: 13x21, brossurato con bandelle 176 pagine 
Isbn: 9788867181926
Prezzo: 15 euro
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Libro Red Star Press

AMORE E RIVOLUZIONE. IDEE DI UNA COMUNISTA SESSUALMENTE EMANCIPATA

Aleksandra M. Kollontaj

«L’essere esclusivi in amore, l’esigere “totalmente assorbiti” dall’amore, non può costituire l’ideale dei rapporti tra i sessi dal punto di vista dell’ideologia proletaria. Al contrario, lo scoprire che eros alato è multiforme e multicorde non produce nel proletariato né orrore né indignazione, come avviene per l’ipocrita morale borghese» – Aleksandra M. Kollontaj

Figlia di un generale zarista, Aleksandra M. Kollontaj è giovanissima quando, insieme al matrimonio, rifiuta la vita che la sua famiglia ha immaginato per lei. Si tratta del primo di un’infinita serie di atti di ribellione con i quali la Kollontaj – nemica giurata delle istituzioni patriarcali – coniuga la propria determinazione rivoluzionaria con la necessità di sconvolgere radicalmente quello schema di oppressione capace di riprodursi nel rapporto tra capitale e lavoro così come nel rapporto tra i generi. Oratrice di rara potenza, la Kollontaj, nel corso della sua vita, è ovunque il popolo sarà capace di organizzarsi per spezzare le catene che lo opprimono, a cominciare dalla Russia della sollevazione operaia e contadina, dove è tra gli artefici della Rivoluzione d’Ottobre e della costituzione bolscevica: uno dei primi testi capace di recepire le battaglie per i diritti delle donne, a cominciare dalle questioni del divorzio e dell’aborto. Con le sue “Idee di una comunista sessualmente emancipata”, Aleksandra M. Kollontaj rende in prima persona una testimonianza capace di proiettare nel futuro un nuovo concetto di amore e di lotta, di impegno rivoluzionario e irriducibile passione per la libertà.

ALEKSANDRA M. KOLLONTAJ – Nata a San Pietroburgo nel 1872, inizia giovanissima a collaborare con riviste e circoli d’ispirazione marxista. Membra del Partito Operaio Socialdemocratico Russo, aderisce alla frazione bolscevica e sarà nominata Commissario del Popolo all’indomani della vittoriosa rivoluzione d’Ottobre: prima donna al mondo a ottenere un incarico di governo. Morirà a Mosca nel 1952, senza mai abbandonare le posizioni filo-operaie e anti-patriarcali che l’avevano sempre contraddistinta.

COLLANA: TUTTE LE STRADE
Formato: 13x20, brossurato con bandelle
176 pagine
ISBN: 978-88-6718-134-6
PREZZO: 12 euro
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Libro Red Star Press

LE AVVENTURE DI LAYKA, CAGNETTA SPAZIALE

Teresa Noce
A cura di Stefano Pivato, postfazione di Giuseppe Longo

La scoperta di una società socialista nelle immaginifiche avventure della cagnetta più famosa dell’universo

Cosa ci fa una cagnetta di tre anni nello spazio? E come ha fatto, piccolina com’è, a salire tanto in alto nel cielo da vedere la Terra diventare minuscola come un puntino?
A raccontarcelo è proprio lei: Layka, la cagnetta spaziale capace di parlare usando l’alfabeto morse e poi di mettersi alla guida di un razzo per esplorare lo spazio. Sì, perché schivando enormi meteoriti e lanciandosi con il suo paracadute di fortuna, Layka sbarca su un pianeta molto strano chiamato Gora. Un luogo dove nel cielo ci sono due soli e dove i topi hanno otto zampe ma, soprattutto, un mondo dove non esistono né padroni, né servitori, né ricchi, né poveri, dove le guerre sono sconosciute e dove tutti gli esseri viventi sono uguali, quelli che sulla Terra potrebbero essere chiamati “uomini” o “donne” ma anche quelli che, sempre sulla Terra, vengono detti “animali”… c’è n’è abbastanza per restare
con la bocca spalancata dalla sorpresa ma le avventure di Layka non finiscono qui. A Gora, infatti, ci sarebbero delle vecchie astronavi abbandonate. E allora perché non aggiustarne una per tornare a trovare i vecchi amici rimasti sulla Terra?
Layka sa bene che dall’Universo c’è tanto da imparare. Mica per niente la chiamano “cagnetta spaziale”!

TERESA NOCE – Nata a Torino nel 1900, cresce in una famiglia di operai iniziando a lavorare all’età di sei anni e curando da autodidatta il proprio percorso di studio e formazione. Nel 1921 è tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia e, dal 1933, rappresenta la Cgil in seno al Profintern di Mosca. Combatte i fascisti in Italia, Spagna e Francia prima di essere arrestata e deportata in un lager tedesco. Eletta all’Assemblea Costituente, membro del Comitato centrale del Pci dal 1933 al 1958 e della Direzione del Partito dal ’45 al ’54, muore a Bologna il 22 gennaio del 1980. Oltre a “Le avventure di Layka”, scritto dalla Noce per raccontare ai suoi figli le mirabolanti avventure della cagnetta spaziale e per spiegare loro come un mondo diverso fosse possibile e necessario, nel catalogo della Red Star Press, in collaborazione con le Edizioni Rapporti Sociali, è disponibile “Rivoluzionaria professionale. Autobiografia di una partigiana comunista” (2016).


RED STAR PRESS
Formato: 16,5x22, brossurato con bandelle
174 pagine
Isbn: 9788867181803
Price: 15.00 EUR
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Libro Red Star Press

I DILEMMI DI TROTSKY

Diego Giachetti

Sapevamo che andavamo incontro a una sconfitta inevitabile, fiduciosi però di preparare la strada alla vittoria delle nostre idee in un più lontano futuro – Lev Trotsky


La sconfitta dell’ondata rivoluzionaria in Europa, l’ostilità manifesta delle potenze imperialiste con il peso enorme della guerra civile che sconvolse la giovane Unione Sovietica tra il 1918 e il 1921 e, infine, gli interessi di una burocrazia capace di allontanarsi molto in fretta dalle classi popolari e dalle loro rivendicazioni. Sono queste, insieme al ruolo svolto dalla repressione poliziesca del dissenso, le cause che gli storici hanno individuato per spiegare come mai, dopo la spinta della rivoluzione d’Ottobre, il conflitto tra le posizioni di Trotsky e quelle di Stalin si risolse a favore di quest’ultimo, inaugurando una lunga fase involutiva e, in ultima istanza, il principio della fine del socialismo reale in Urss. Dalla «rivoluzione permanente» al «socialismo in un solo paese», Giachetti indaga con dovizia di particolari sui “dilemmi di Trotsky”, vale a dire su ciò che accadde all’indomani della morte di Lenin, quando una sanguinosa guerra tra posizioni divergenti cambiò per sempre il futuro del comunismo, lasciando dietro di sé macerie capaci di pesare ancora fino ai giorni nostri sulle possibilità di riscatto per i milioni di sfruttati di tutto il mondo.


DIEGO GIACHETTI: Torinese, classe 1954, è dottore di ricerca in Storia delle società contemporanee. Tra le sue pubblicazioni, i volumi Il giorno più lungo. La rivolta di corso Traiano (1996), Anni Sessanta comincia la danza. Giovani, capelloni, studenti ed estremisti negli anni della contestazione (2002), Nessuno ci può giudicare. Gli anni della rivolta al femminile (2005), Un sessantotto e tre conflitti. Generazione, genere, classe (2008), Venti dell’est. Il 1968 nei paesi del socialismo reale (2008), Berlusconi e il berlusconismo (2010).


RED STAR PRESS
Formato: 13x20, brossurato con bandelle
176 pagine
Prezzo: 15 euro
Isbn: 9788867181834
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Libro Red Star Press

HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!

Il libretto rosso di Ernesto “Che” Guevara

A cura di Cristiano Armati

La teoria e la pratica della rivoluzione spiegata con le parole e la “querida presencia” del Comandante

«E se vale la pena di rischiare, io mi gioco anche l’ultimo frammento di cuore»

Da qualche parte è scritto che il comandante Ernesto “Che” Guevara, caduto in un’imboscata, sarebbe stato assassinato il 9 ottobre del 1967 dai reparti anti-guerriglia dell’esercito boliviano assistiti da agenti speciali della Cia. Eppure, in qualunque parte del mondo, basta gettare un occhio tra chi continua a combattere la causa della giustizia sociale e dell’emancipazione dalla schiavitù del lavoro salariato per rendersi conto di come Che Guevara sia una presenza tutt’altro che simbolica. Per dirlo con le stesse parole usate dal rivoluzionario argentino in uno dei suoi memorabili discorsi, Che Guevara vive ovunque si continua a credere che chi lotta può perdere, ma che chi non lotta ha già perso. Hasta la victoria siempre! – diceva il Comandante. E il suo grido, raccolto da questo “libretto rosso”, risuona ai quattro angoli della terra, mentre chiunque si sorprenderà a tremare di fronte alle ingiustizie continuerà a trovare nel Che il compagno eternamente capace di «essere duro senza perdere la tenerezza».

Con il discorso di commemorazione della morte di Che Guevara pronunciato da Fidel Castro e una vita del Comandante scritta da Filippo Petrocelli

Collana: I libretti rossi
Pagine: 176 – illustrato con foto d’epoca in b/n
Prezzo: 15 euro
Formato: 13x20 brossurato con bandelle
Isbn: 9788867181087
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Libro Red Star Press

BRINDANDO COI DEMONI

Federico Fiumani

Io appartengo al passato. Il presente è dei giovani, sta a loro raccontarlo. A me va bene continuare e bruciare per le mie passioni (emozionarmi ancora) in attesa che questo fuoco diventi cenere – Federico Fiumani


Una pluridecennale carriera alle spalle e il grande merito di aver fondato la new wave italiana agli inizi degli anni Ottanta. Questa è la biografia artistica di Federico Fiumani, il leader dei Diaframma, che qui dà voce alla sua anima inquieta raccontando avventure inconfessabili, sbugiardando i potenti sacerdoti del marketing discografico e ripercorrendo una vita vissuta inseguendo il sogno e la necessità di esprimere se stesso oltre le convenzioni dell’industria culturale. Uno spaccato di verità dedicato al “dietro le quinte” del mondo della musica raccontato con lo stile inconfondibile di Federico Fiumani.

Federico Fiumani: Nato nel 1960, vive a Firenze. Nel 1980 ha fondato i Diaframma, gruppo che si è imposto da subito tra i principali esponenti della new wave italiana. Ha inciso diciassette dischi e tenuto un migliaio di concerti in Italia e all’estero. Parallelamente all’attività musicale ha pubblicato in proprio tre volumetti di poesie – “Neogrigio” (1983), “40 poesie” (1985) e “L’orologio biologico” (1991) – e, oltre a “Dov’eri tu nel ’77?” e a “Brindando coi demoni”, ora riproposti nel catalogo di Hellnation, i libri “Diaframma track by track” (2008) e “Odio Springsteen e gli U2” (2011).


Hellnation Libri
Formato: 13x20, brossurato con bandelle
196 pagine
Prezzo: 13 euro
Isbn: 9788867181704
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Libro Red Star Press

LA BATTAGLIA DI CABLE STREET – Silvio Antonini

La disfatta delle camicie nere inglesi e la nascita dell’antifascismo militante europeo


«Non potrò mai dimenticare, per il resto della mia vita, come il gruppo degli appartenenti alla classe dei lavoratori si oppose alla malvagità dei razzisti» – William J. Fishman, testimone oculare dei fatti di Cable Street.

Subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale, insieme alla pacificazione imposta dall’ordine capitalista e alle mancate epurazioni di fascisti e nazisti dai ruoli-chiave che occupavano prima della guerra (e che continuarono a occupare dopo), iniziò a farsi strada una comoda interpretazione revisionista della storia contemporanea. Secondo questa vulgata l’età dei fascismi poteva essere archiviata come se si stesse parlando di una malattia, un virus che, per ragioni oscure, aveva colpito nazioni come l’Italia e la Germania, a causa di una presunta assenza di anticorpi democratici in simili paesi. Le cose, in realtà, andarono in maniera diversa. E che il fascismo non fu – e non è – altro che una risposta con la quale il capitalismo affronta le ristrutturazioni imposte dalle crisi a cui è periodicamente soggetto, è dimostrato da un contesto come quello britannico e dalla spettacolare
affermazione che, anche in terra d’Albione, ebbe una formazione come la British Union of Fascists di sir Oswald Mosley, seriamente intenzionata a imporre a Londra lo stesso regime razzista, totalitario e corporativo già in vigore a Roma e a Berlino. Sostenute da importanti organi di informazione, coperte dall’ambiente conservatore e finanziate da ricchi industriali oltre che dallo stesso partito di Mussolini, le camice nere di Mosley imperversarono nell’Inghilterra degli anni Trenta senza trovare in alcun ambito istituzionale o legale un vero argine contro le loro azioni. La sorte dei fascisti britannici, al contrario, venne sconvolta dal basso e, in modo particolare, grazie a una decisiva azione di piazza. Correva il 4 ottobre del 1936, infatti, quando una corale azione di popolo attaccò le camice nere di Mosley nel corso di una manifestazione organizzata a Cable Street, sbaragliando i fascisti insieme alle forze dell’ordine accorse in loro difesa. Quella giornata, le cui vicende sono ricostruite per la prima volta in italiano da Silvio Antonini in questo libro, fu determinante perché, dimostrando come soltanto fuori dalle istituzioni è possibile combattere e vincere i movimenti di estrema destra, segna idealmente la nascita dell’antifascismo militante europeo.

SILVIO ANTONINI – Nato a Viterbo nel 1977, è laureato in Archivistica e ha curato la consulenza storica per numerosi documentari, mostre, pubblicazioni e spettacoli teatrali dedicati all’antifascismo e alla Resistenza. Tra le sue pubblicazioni, il libro “Faremo a fassela. Gli Arditi del Popolo e l’avvento del fascismo a Viterbo e nell’Alto Lazio” (2010).

Collana: Unaltrastoria
Formato: 13x20, brossurato con bandelle
128 pagine; illustrato con foto d’epoca in b/n
Prezzo: 13 euro
Isbn: 9788867181704

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